| CANCER VIXEN |
| Scritto da Marisa Acocella Marchetto |
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Mancano tre settimane al matrimonio con Silvano, e Marisa è indaffaratissima, al settimo cielo! Dopo tante ansie, con le donne più affascinanti che sembravano avere deciso di rubarle a turno il fidanzato ricco e famoso (è titolare di un notissimo ristorante a New York), sta per coronare il sogno del primo matrimonio a quarantatré anni. Peccato che una tosse fastidiosa la costringa ad andare dal medico per un controllo di routine, e dal controllo esca totalmente sconvolta: scopre di avere un tumore al seno. Piccolo ma da operare. Subito. La diagnosi la terrorizza, provoca un terremoto dentro e fuori di lei: la sua vita di illustratrice newyorchese in carriera, totalmente presa dalla moda e dai suoi dettami, che trascorre i giorni in giro per la città alla ricerca di scoop da raccontare con i suoi disegni e le notti nel ristorante del fidanzato, viene stoppata e gettata in un buio sconforto dalla consapevolezza di avere il cancro. Senza una ragione, senza che si possa capire perché. La rivista Glamour, per la quale lavora, ha bisogno di "qualcosa di forte", così Marisa decide di raccontare la propria malattia. Le ore, i giorni della diagnosi e delle terapie. Lo fa con gli strumenti che conosce meglio: penna, carta e registratore. Nasce quindi un lungo racconto, una graphic memory, che affronta con delicatezza, ironia e a volte graffiante crudezza l’avventura umana di una giovane donna malata di tumore al seno. Che compra un paio di scarpe diverso per ogni seduta di chemioterapia e al tempo stesso scopre che il valore della vita non è il peso da controllare, e neanche l’acconciatura nei capelli da rendere ogni giorno più lucida e splendente… Cancer Vixen è una storia di coraggio. E di ironica leggerezza, anche. Tumore, morte, chirurgia, chemioterapia, radioterapia, paura, speranza, sostegno e amore vengono buttati sulla carta con tratti brevi e perfetti, colorati di arancio e verde e rosso perché facciano sorridere, commentati da vignette di estremo realismo che ne completano il pathos. La descrizione degli eventi è precisa, mai insistente, perfino il terrore della morte non prevarica su una serie di pensieri equilibrati, dignitosi, più forti di qualunque narrazione solo verbale. Perché le vignette aiutano, esprimono il non detto. Con picchi di genialità come la "cancro card", una tessera speciale che conferisce a chi la possiede il diritto di rifiutare ciò che non è gradito, dimenticare obblighi e restrizioni, trascurare le imposizioni della società ("… per qualche strano motivo… ora ho il potere di dire no", pagina 106). E c’è spazio per il glamour, per la femminilità preziosa e irrinunciabile come una boa luminosa in acque agitate: Marisa non abbandona la passione per il lavoro, le feste, le belle scarpe, anzi gratifica se stessa con il massimo dell’ironia, rinunciando alla dieta stretta (la chemioterapia fa ingrassare, la scoperta è sconvolgente!) ma mai al rossetto e a un bel paio di scarpe ai piedi. E l’amore, ecco un altro elemento forte di questa bellissima storia vera in forma di fumetto! La diagnosi di cancro terrorizza Marisa perché il fidanzato bello, ricco e famoso forse fuggirà via: sceglierà una modella giovane, magra e sana per evitare il calvario delle terapie e la sofferenza! Invece Silvano non abbandona, ma ama. Ama più di prima, e il matrimonio viene celebrato ugualmente con tanta, tanta allegria. Potenza della vita, e del talento per il disegno che strappa il dolore dalla carne per trasformarlo in sorriso. |












