| COMUNICARE BENE PER CURARE MEGLIO |
| Scritto da S.Ardis, M.Marcucci, S.Beani, M.Betti, L.Corrieri, G.Di Quirico, O.Fulvio |
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Con il superamento della concezione paternalistica della medicina, l’autonomia del paziente su ogni scelta che riguarda la propria salute è diventata centrale. Il principio etico d’autonomia trova la sua espressione nel consenso che il paziente deve dare per ogni atto sanitario. Tale consenso deve essere il frutto di una scelta consapevole e questo può derivare solo da una corretta informazione che il paziente deve ricevere riguardo al suo stato di salute e alle possibilità terapeutiche.La relazione che s’instaura tra medico e paziente è di per sé complessa e diversi sono i fattori che vi influiscono: un linguaggio a volte tecnico e quindi in genere poco comprensibile usato dal medico, una situazione psicologica di vulnerabilità, preoccupazione, ansia e paura vissute dal paziente che limitano la possibilità di comunicare. In questa situazione, comunicazione ed informazione assumono una rilevanza decisiva nel migliorare la qualità dei servizi sanitari, nel rafforzare il concetto d’autonomia e d’autodeterminazione della persona, nel superare il clima di diffidenza che può instaurarsi nei cittadini non informati.Il libro trae origine dal manuale del corso “ La comunicazione interpersonale: premessa del consenso al trattamento medico” tenuto dagli autori nell’ambito dell’azienda USL 2 di Lucca e contiene altri capitoli che gli conferiscono la completezza necessaria per essere considerato uno strumento didattico autonomo, quale vuole essere un manuale pratico di comunicazione sanitaria.I primi due capitoli trattano le teorie generali della comunicazione e costituiscono una base per la parte successiva dedicata alla relazione che s’instaura tra sanitario e paziente. Il terzo capitolo introduce una tra le più affermate ed efficaci tecniche di sostegno psicologico in situazioni di crisi: la relazione d’aiuto. I capitoli successivi espongono i requisiti peculiari che la comunicazione deve possedere affinché si possa instaurare una relazione d’aiuto efficace.Un intero capitolo è dedicato alla comunicazione nelle reazioni aggressive in quanto, sempre più spesso, i pazienti e i loro familiari reagiscono con veemenza nei confronti dei sanitari. Un altro capitolo del libro è stato dedicato al medico dei servizi il quale, rispetto al medico di reparto, ha un contatto occasionale con il paziente, ma spesso si trova a dovergli comunicare l’esito sfavorevole delle indagini strumentali appena eseguite. L’ultimo capitolo è dedicato alla morte di un familiare ed alla donazione d’organi. Si tratta di un momento estremo del percorso assistenziale in cui il medico o l’infermiere, se ben preparati, possono avere un ruolo insostituibile.Il libro è ricco di riferimenti a situazioni verificate sia nell’esperienza clinica degli autori, sia durante l’attività didattica e rappresenta uno strumento utile per medici, infermieri o anche volontari che desiderano migliorare le proprie abilità di comunicazione con i pazienti. |












