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PUNTO D'INCONTRO
Scritto da Maria Ferrara Taglioni - Ed. Guida   

L’insostituibile amore
Storie di donne, soprattutto di donne, si alternano e affollano in questo denso diario di situazioni ed emozioni, scandito da particolari avidi e attenti, capaci di portare alla luce un disagio, un dolore, un desiderio, che non sempre la vita consente di risolvere e di esaudire per intero.
Il ricordo e il rimpianto si contendono, talvolta, lo spazio del racconto, pur nella consapevolezza che una vita vera non dovrebbe contemplarli nel suo orizzonte d’attesa. Viene, però, qualche volta, proprio a mancare l’essenza della vita; allora il respiro diventa affannoso e si riduce l’ossigeno che dovrebbe inondare i nostri polmoni. Questa mancanza la raccolta di racconti registra con crescente ciclicità, proponendo talune situazioni estreme, dettate da una forma acuta di degrado fisico e morale.
In uno stile sobrio e sostanziale, che nulla concede a una forma meramente esterna, l’autrice analizza le funzioni di una convivenza in genere difficile e disagiata psicologicamente, per lo stento sociologico dei componenti di una coppia, una famiglia, una comunità, a vivere un autentico e assoluto rapporto d’amore.
L’incomunicabilità non può essere che il risultato di una indifferenza che colpisce alle radici i comportamenti, al di là della buona volontà che essi possono rivelare. A volte basta un gesto, una parola, usati al momento sbagliato, per svelare l’inadeguatezza di un rapporto, la sospensione di giudizio di una vicenda destinata a precipitare verso la fine.
Maria Ferrara Taglioni dimostra, in questa silloge narrativa, la capacitĂ  consapevole e concentrata di dare voce ad alcuni ritornanti conflitti del nostro tempo; sarebbe tuttavia ingenuo e fuorviante identificare in essi la sostanza esclusiva di una societĂ  che si cerca e non sempre si trova.

Si vuol dire che la scrittura, il racconto hanno anche altre esigenze, che non sempre possono essere ricondotte a un meccanico rispecchiamento del reale. I percorsi della narrazione procedono secondo linee di tensione interna che, talvolta, possono persino sfuggire a chi scrive; l’intreccio si scioglie, così, alla fine, riservando non poche sorprese,
Non si tratta, allora, di riconoscere o ritrovare realtà, ma di individuare fili conduttori di una vicenda letteraria, che si configura con sempre più consapevole casualità, nello spirito di una vita, da raccontare e scontare come attesa, come sfida. Tranne i momenti terribili in cui la morte e la vita fanno tutto da sole, ci è offerta la possibilità di reinventare il mondo con l’aiuto di una scrittura complice e amica, alla quale si può dire veramente tutto.
Oltre gli equivoci e gli enigmi, resta la forza sicura di sentimenti che vanno ben oltre l’esistenza, spaziando in orizzonti in cui l’amore stende i suoi arcobaleni e aquiloni di sogno, come nell’ultimo racconto.
Francesco D’Episcopo