| LA DANZA DELLE CELLULE IMMORTALI |
| Scritto da Adriana Albini, Fratelli Frilli Editori |
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Una storia dal sapore attuale: noir, amore e ricerca scientifica Marta Manin, ricercatrice presso un Centro di Tecnologie di Genova, rischia di essere travolta nel vortice delle sue angosce e dei suoi dubbi esistenziali. Un lavoro impegnativo, psicologicamente e umanamente coinvolgente che la porta ogni giorno a scontrarsi e confrontarsi con le fragilità e i drammi dei pazienti oncologici, le frustrazioni per non essere ancora giunta dopo anni di appassionata dedizione alla scienza ad una svolta nella sua carriera, le amarezze per un rapporto sentimentale insoddisfacente con il collega Daniele troppo assorbito da alambicchi e microscopi piuttosto che da prospettive di vita a due, l’incontro con Marco, professore universitario di Padova e suo primo amore, spingono Marta ad allontanarsi dalla sua città e a recarsi a Venezia a casa della nonna. È la settimana di carnevale e ad accoglierla trova un turbinio di maschere danzanti, di ombre misteriose che la avvolgono in stretti abbracci e che si insinuano nella sua coscienza nell’intento di farla dubitare delle sue certezze, della sue ricerche sulle cellule staminali tumorali. Quelle maschere perdono presto i colori allegri della festa per trasformarsi in fantasmi ed incubi di un passato che Marta non ha mai sepolto… Un giallo dalle tinte forti, avvincente e ben architettato, che culmina in un inaspettato coup de théâtre. Non solo noir, non solo intreccio sentimentale che attutisce i toni, il romanzo regala intense analisi psicologiche che accompagnano le scelte ed il coraggio di guardare la vita allo specchio e di accettarne le responsabilità . Ma la storia va oltre la pura fantasia: ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel 2008, in cui un ricercatore è stato vittima di un atto vandalico occorso al laboratorio in cui coltivava cellule staminali, il romanzo è l’occasione per l’Autrice (anch’essa direttore di un dipartimento di Ricerca Oncologica in un noto Polo Scientifico milanese) per invitare a riflettere sul valore etico e morale del fare scienza, sul delicato e indefinibile confine tra Bene e Male, sulle difficoltà che gravano oggi sulla ricerca, i cui obiettivi e progetti sono spesso ritardati dalla scarsità dei finanziamenti. Non mancano considerazioni sul travagliato conflitto di anima e corpo, vita e morte e sull’importanza di umanizzare la medicina con un miglioramento nei rapporti che legano medici e pazienti nel difficile percorso della malattia. Attuale nei suoi contenuti, il romanzo mette a nudo le fragilità umane e la delicata dualità del mondo scientifico. DI Francesca Morelli
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