| IO, VERSO LA VITA |
| Scritto da Francesca Balena - Editrice Nuovi Autori |
![]() La vita cresce piena di sogni dentro al cuore di una donna-bambina. Progetti speranze fino a che, come un sorriso che si spegne sul volto ancora ingenuo e fragile, quegli stessi sogni – premonizione nefasta - si costellano di erbacce, rovi, fiori con molte spine. Come quello che si è impadronito di un corpo nel tempo migliore degli anni. Guardarsi e non riconoscere più se stessi: una visita per delle fuoriuscite di sangue dal capezzolo, una biopsia, l’intervento, le terapie, la vita che, nonostante tutto, ha il sopravvento. E continua un po’ partecipe ed un po’ ignara. Una vita che non lascia tregua di nuovo con le stesse paure, le angosce quando però a combattere non si è più soli: dei figli lì ad aspettarti, degli affetti che ritemprano il cuore. Perfino nel momento in cui, dopo un lungo silenzio, si aggiunge a tanto dolore la perdita di amici che hanno condiviso lo stesso percorso di sofferenza e malattia. La rabbia con Dio, per l’inaspettato (di certo l’inconcepibile) nei progetti di una vita, di una giovane vita, privandola della sua dignità e del suo immediato futuro. Una vita che non vuole arrendersi, che non si ferma a guardare scorrere tutto quel male e quell’indesiderato con le braccia conserte, ma che decide di farne tesoro, di portare testimonianza, di trovare uno spiraglio di luce – nei figli, nella speranza di un orizzonte diverso e più sereno –, in un’ancora a cui agganciarsi per poi ripartire. Io, verso la vita di Francesca Balena è più di un breve romanzo. È un diario dell’anima, coinvolgente commovente, toccante scritto senza inibizioni e con tutta la forza del cuore che si racconta. Tra le pagine l’Autrice si svela: conosciamo di questa giovane donna, che tutto avrebbe atteso dalla vita tranne che assaporare nei giovani anni quanto essa possa essere fragile ed effimera, l’intimo più profondo, le grida più laceranti urlate al silenzio di domande senza risposta, le ombre sul futuro, i passi dapprima saldi divenire incerti, la voglia di dischiudersi – più forte di ogni avversità e sconfitta - ancora a nuovi giorni. Il racconto è una sorta di percorso spirituale che ogni lettore può vivere accanto alla protagonista: un viaggio attraverso il tempo della vita, che scorre sulla pelle lasciando cicatrici profonde alleviate da carezze leggere di mani affettuose e di cure, ma che regalano al cuore il sapore dell’esperienza. E persino dalla dura esperienza della malattia – una fra le più drammatiche che si sia chiamati a vivere – l’Autrice con nuovo disincanto decide di andare “verso la vita”, nonostante essa sia stata per lungo tempo ‘una sera invernale osservata da dietro i vetri della finestra appannata e sporca’. La vita diventa quindi una nuova sfida, occasione di crescita, di nuovo inizio, di speranza. E su quella vita tutto sembra passare: le cicatrici diventeranno segni rosei forse impercettibili sul corpo, ma non dentro al cuore, da accarezzare e da cui imparare il valore del tempo, dei giorni e delle cose; il dolore dallo strano odore di medicine e solitudine, un compagno con il quale condividere il prosieguo dell’esistenza senza più rabbia e pessimismo; la malattia non più acerrimo nemico ma una prova che temprerà nella lotta (difficile) verso la vita. Il tempo passa leggero sulle vite ma non le parole, quelle restano. Profonde, incise dentro all’anima, racchiuse in questo romanzo. Non girate lo sguardo, non voltate il viso per non vedere, non passate oltre non fate finta che…non avete vissuto, perché per quanto paradossale perfino nella dura esperienza del cancro può trovarsi una luce. Per potere costruire ricominciare e a sognare. Come un tempo. di Francesca Morelli
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