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Scritto da Giuseppe Frasci
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Dio c’è me lo dicono ogni giorno i miei malati divorati dal cancro. Dio c’è me lo ripetono i ventri obesi i volti scavati dei bambini del Darfur, dell’Angola, dello Sri Lanka, del…, del…., del….,del…… Dio c’è gorgoglia fuori dalla gola squarciata dei tanti infedeli sgozzati “ad majorem (eius) gloriam”. Dio c’è canta il ragazzino che stringe la sua cintura di morte in quell’autobus a Tel Aviv. Dio c’è invoca lo shahid sull’aereo dell’American Airlines. Dio c’è e guarda perplesso la fine di mille amori. Dio c’è e ascolta indolente il silenzio dei nostri cuori. Dio c’è nel sussurro del morente che implora “PADRE NON VOGLIO MORIRE”. Dio c’è Ma dov’è?
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