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LA VITA E' BELLA
27.03.2009

Circa due anni fa sono stata operata di carcinoma al seno. Quando mi è stato diagnosticato questo male, è stato come se si fosse fermato il tempo: ho creduto di essere arrivata al traguardo della mia vita. Pensi che a te non possa mai succedere, che sia una evenienza lontana, un brutto sogno da cui speri di risvegliarti e poter dire: "Per fortuna non è successo niente". Purtroppo non è stato così; nella realtà le cose sono state diverse. Il giorno dopo la diagnosi, sono andata in ufficio come sempre e mi sono confidata con i miei colleghi che mi hanno fornito numerosi numeri telefonici di cliniche, medici ed oncologi. Nel frattempo mio marito, a mia insaputa, si è recato dal mio ginecologo che gli ha prospettato una situazione molto grave: bisognava operare al più presto presso una clinica privata (lui lavora in una struttura pubblica). Mio marito, non convinto del suo parere, ha deciso di consultare amici e parenti. Un mia collega ha prenotato per me un appuntamento dal suo medico che è anche senologo. Ci sono andata, accompagnata da mio marito, e mi è stata confermata la diagnosi di carcinoma. Mi ha anticipato, inoltre, che essendo un cancro diffuso sarebbe stato necessario asportare il seno destro per evitare altri interventi e che, dopo, avrei dovuto fare anche la chemioterapia. Ascoltando queste parole il mio mondo è crollato: sono scoppiata in un pianto dirotto. Il medico, vedendomi disperata, mi ha detto che se volevo vincere la mia battaglia dovevo essere molto forte: "Alla guarigione la medicina contribuisce al cinquanta per cento ed il paziente all'altro cinquanta". Dovevo essere forte e decisa a lottare contro questo male. Sono stata ricoverata quella sera stessa alle 22.30 presso una struttura pubblica. Durante la notte ho riflettuto su tutte le parole che mi erano state dette... lottare per la vita... per i figli... il marito... Ricordo di aver pensato anche a quelle persone che non vedono, non camminano, che vorrebbero uscire, correre, giocare, nuotare, viaggiare e non possono farlo. In fin dei conti a me sarebbe mancato solo un seno, avrei sofferto un po' per l'intervento e, se tutto fosse andato bene, avrei ripreso la mia vita di sempre. Così il giorno dopo, quando è venuto mio marito, mi ha trovata felice e sorridente. Non riusciva a credere che fossi così serena. Ho un marito d'oro, unico, gli voglio un bene da morire, amo i miei figli più di qualsiasi cosa al mondo e con il loro amore ho affrontato l'operazione. Nell'ospedale un continuo via vai di amici e parenti; giravo per le stanze dell'ospedale dando conforto agli ammalati che si meravigliavano della mia forza e del mio coraggio. Durante tutta la mia degenza sono stata molto calma e distesa, non ho sofferto per l'intervento anzi sembrava che non mi avessero proprio operato. Con l'aiuto del ginecologo e dell'oncologo ho affrontato anche la chemioterapia benissimo. I medici mi informavano su tutte le cure e mi suggerivano i comportamenti adatti. Accanto a me, costantemente, un marito dolcissimo, affettuoso, meraviglioso. Ho fatto 12 sedute di chemioterapia; tra una seduta e un'altra ho viaggiato e ho condotto una vita normale. Dopo tre mesi sono ritornata in ufficio. Ora è tutto normale… Dopo questa esperienza ho soltanto una cosa da consigliare a tutti: "Godetevi la vita, non vi arrabbiate per delle cose stupide… La vita è bella ed è bello vedere i propri figli crescere… Divertitevi, ridete, scherzate, lavorate con serenità, ma, soprattutto, godetevi i momenti felici con la persona amata, non dimenticando mai di ringraziare con la preghiera Dio che ci dà la forza di andare avanti."