| L'INIZIO DELLA PRIMAVERA |
| 27.03.2009 |
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Era diventata una sana abitudine quella di controllarmi da sola i seni. Lo facevo da moltissimo tempo, da quando, appena donna, avevo preso coscienza che questa semplice abitudine avrebbe potuto significare la migliore difesa contro il "male". Dopo una terapia ormonale, mi sembrò naturale ripetere attentamente e con più scrupolo l'osservazione; anche perché, a distanza di qualche settimana dal termine di quella terapia, era ricomparso un dolorino, limitato al seno sinistro. Decisi di consultare un senologo, feci l'esame mammografico che lui mi prescrisse, senza un particolare allarme. Fu invece il risultato del test a mutare a poco a poco il mio modo di essere: i dubbi, le paure, mi trasformarono da "pragmatica", "scienziata", in "donna". Gli unici fondamentali momenti in cui "la professionista" (non ho ancora detto che sono un medico) venne in aiuto al mio fragile io, furono però quelli delle scelte; scegliere era, comunque, di fondamentale importanza. Poi la donna si lasciò condurre per mano. Il 21 marzo del '90, l'intervento. "Bell'inizio di primavera!" riuscii a pensare tra le angosce che mi attanagliavano e la speranza che il momento costituisse un segnale bene augurante. Un ricordo nitido, tra i tanti convulsi di quel periodo: il chirurgo che, terminato l'intervento, al mio risveglio mi disse rasserenato: "Adesso sì, puoi veramente rilassarti". Le ipotesi più rosee si erano avverate, anche se avrei dovuto ancora sopportare la terribile e traumatica esperienza della cobaltoterapia. Come donna sono uscita da questo momento molto provata. Solo la Fede sta ridandomi, nel tempo, la serenità , pur con i timori che ricompaiono ad ogni necessario controllo. Ho ricostruito la speranza e sento rinascere in me la voglia di programmare, di progettare e, perché no, di guardare le vetrine, di divertirmi, di riscoprire la civetteria di un bel vestito e di un gioiello. |












