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   Quando undici anni addietro, con un piccolo gruppo decidemmo di fondare l'ALTS , la spinta maggiore ci fu data dal comune senso di rabbia ed impotenza di fronte alle complesse problematiche sociali del cancro della mammella. In quegli anni (l'86) più del 50% dei casi visitati erano in fase avanzata di malattia. Donne paralizzate dalla paura. Donne che pur sapendo, disperatamente cercavano di ritardare la cura. Bisognava fare qualcosa. Bisognava, ci dicevamo in quel periodo, tentare di modificare l'atteggiamento collettivo delle donne di fronte alla malattia. Bisognava incoraggiare la diagnosi precoce con più incisive campagne d'informazione. Esercitare pressioni presso le Istituzioni per rendere meno disuguale la prevenzione per la gente. Portare all'attenzione della collettività il problema del tumore del seno. Come ottenere tutto ciò? Bisognava dar vita ad un'Associazione che potesse meglio tutelare il diritto alla salute della donna, soprattutto al Sud del Paese. La scarsa incisività dell'informazione, la bassa efficacia delle campagne di prevenzione, la cattiva distribuzione nel Mezzogiorno di strutture oncologiche, la mancanza di centri ed alta competenza senologica determinarono un'attenta riflessione e l'attuazione di nuove strategie di lotta. Una sfida possibile, che l'ALTS ha inteso realizzare con il Progetto Camper Donna. Fatti concreti: -un ambulatorio mobile di prevenzione, che sostando per le strade tra la gente, nelle città come nei quartieri periferici, presso le Aziende, le scuole, i conventi o altro, offre da sempre l'opportunità di una visita senologica gratuita; - un'informazione semplice e diretta sulle tecniche dell'autopalpazione e sulle più efficaci strategie di prevenzione. Il successo dell'iniziativa è stato molto alto, credetemi! e sembra sottolineare che le donne disattendono la prevenzione soprattutto perché scarsamente facilitate. Dal lavoro come dalla lontananza da centri specialistici. Il Camper Donna rappresenta per l'ALTS un punto fermo: prezioso strumento di educazione alla prevenzione, nonché osservatorio epidemiologico delle diverse realtà territoriali. Grazie al Camper Donna l'ALTS si è potuta confrontare con numerose realtà italiane. La sua efficacia va ben oltre la diagnosi precoce. Vi potrei,infatti, dire che su 25.000 donne visitate, il 45 % lo ha fatto per la prima volta. Del restante 55% meno del 25% ha effettuato una mammografia, mentre l'autopalpazione è praticata solo dal 30%. Il Camper Donna determina, laddove è presente, l'attivazione di comportamenti positivi: smuove le acque e recupera la fiducia della donna verso la prevenzione. Una realtà , questa, forse più importante e che travalica il contatto numerico delle donne visitate. Oggi, dopo undici anni di lavoro, possiamo dire che di strada ne abbiamo fatta e siamo pronti a condividere la nostra esperienza ed offrire la nostra collaborazione ad altre associazioni. Il nostro obiettivo è quello di riunire le energie per esercitare un'azione più incisiva non solo a livello pubblico, politico e sanitario, ma anche nel privato di ciascuna donna. Oggi la battaglia continua. Per i prossimi anni è lecito sperare in nuove e straordinarie scoperte in campo oncologico. In attesa che ciò avvenga il volontariato può creare una cultura "sociale" della salute. Vorrei terminare con un racconto: "Questa è la storia di quattro persone che si chiamavano Ognuno, Qualcuno, Chiunque e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare, ed Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto; Chiunque avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Qualcuno andò in collera per questo, però era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Chiunque avrebbe potuto farlo, ma Nessuno realizzò che Qualcuno lo avrebbe fatto. Finché Ognuno biasimò Qualcuno, quando Nessuno fece quello che Chiunque avrebbe potuto fare". Noi dell'ALTS siamo certi che affrontare "insieme": istituzioni, volontariato, specialisti e donne operate la complessità di questa patologia, non consentirà a Nessuno di non fare quello che Chiunque avrebbe potuto fare.  Â
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