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I conflitti psichici svolgono un ruolo determinante nella genesi del cancro e nella sua progressione durante tutto il percorso terapeutico. In questi anni si sono sviluppate tutta una serie di esperienze didattiche e cliniche che raccolgono conoscenze teoriche e pratiche per poter migliorare lo stile di vita della persona sana e per poter aumentare la qualità di vita del paziente malato; in particolare:
- la psicologia del paziente malato, con particolare riferimento al cancro
- i conflitti psichici e biologici che possono contribuire alla genesi del cancro
- i conflitti psichici e biologici che possono insorgere nel paziente che riceve la diagnosi di cancro, durante il decorso della malattia o di terapie “pesanti”
- come comunicare una diagnosi di malattia grave: utilizzo delle tecniche di PNL (programmazione neurolinguistica) per motivare il paziente a reagire in modo consapevole e costruttivo, evitando scoraggiamento e depressione
- il ruolo del sistema nervoso autonomo nella diagnosi precoce, nella genesi e nello sviluppo del cancro: fasi di stress, reazione ed esaurimento secondo gli studi di semeiologia e fisiologia confermati dalla comunità scientifica (ma purtroppo ancora non adeguatamente divulgati) del prof. Seyle
- gestione “complementare” del paziente oncologico: come affiancarsi alle terapie ufficiali per sostenere il paziente dal punto di vista psichico e biologico, potenziando l’effetto delle terapie e la compliance del paziente
- significato simbolico e biologico dei tumori divisi per tessuti di derivazione embriologica, con riferimenti psicosomatici
- revisione della letteratura scientifica internazionale accreditata per dimostrare la validità delle tecniche psichiche, psicologiche e comportamentali proposte.
La letteratura medica presenta sempre più frequentemente studi, articoli e pubblicazioni sulla correlazione fra la psiche umana e la genesi, lo sviluppo e la terapia delle patologie; questa ricchezza di informazioni è stata spesso trascurata perché vista come “sostitutiva” o addirittura “in contrasto” con le terapie mediche, chirurgiche o farmacologiche. Al contrario, conoscere la psicologia del paziente e sostenerla lungo tutto il processo patologico e durante l’approccio diagnostico può rivelarsi un elemento chiave per giungere al successo terapeutico in minor tempo e con minore sofferenza da parte del paziente.
Da più di dieci anni il dott. Hamer, oncologo tedesco, ha formulato le sue cinque leggi biologiche in cui correla la genesi e lo sviluppo delle malattie a particolari conflitti psichici: ogni “malattia” è parte di un programma biologico speciale e sensato della natura, dal punto di vista della filogenesi. All’Università di Trnava nel 1998 è stato verificato ciò che Hamer sosteneva da tempo: un evento inaspettato, drammatico e vissuto in un senso di isolamento provoca nell’essere vivente un conflitto biologico, che si evolve contemporaneamente sul piano psichico, cerebrale e organico.
La visione che scaturisce da queste conoscenze desidera integrare gli strumenti della medicina ufficiale, affiancarla e completarla, introducendo la conoscenza della psiche come tratto fondamentale del percorso terapeutico e coinvolgendo il paziente come parte attiva del processo di guarigione.
Occorre cercare di contribuire a prevenire l’insorgenza delle malattie e fornire i mezzi per permettere all’operatore di alleviare lo stress che il paziente subisce alla diagnosi e durante le terapie, affrontando la malattia nel migliore dei modi dal punto di vista psicofisico.
Nelle malattie degenerative – in particolare il cancro – ciò che ostacola di più la terapia (qualunque essa sia) è la “cancrite”, cioè lo sconforto, la paura, la depressione, il senso di abbandono… che sconvolgono il malato posto di fronte alla diagnosi ineluttabile di un male che rode dall’interno e a cui apparentemente non c’è scampo.
Diventare parte attiva nella propria guarigione può essere un elemento decisivo per il successo della terapia e può operare cambiamenti “miracolosi” nella vita delle persone. Ulteriori informazioni possono essere richieste all’ISBE
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Fonte: Solaris.it
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