I Video




Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter!!







CHI DICE CHE IL SOLE FA MALE?
Scritto da alts   
Sole e abbronzatura sono ricercatissimi d'estate. Le prime giornate soleggiate primaverili mettono tutti (o quasi) di buonumore: si esce di casa più volentieri, ci si sente più forti e ottimisti, si sta con maggiore piacere all'aria aperta. Ma la luce del sole fa molto di più, meritandosi la fama di potente antidepressivo naturale.

Se è vero che la parola d'ordine di ogni estate è "proteggersi dal sole" è altrettanto vero che sono sempre più numerosi gli studi che fanno emergere dall'ombra i vantaggi per la salute legati proprio al sole.
Sempre più si parla di “tintarella intelligente” È solo una questione di misura: le scorpacciate di raggi non possono che attentare alla salute alla bellezza a qualunque età e latitudine. Ma il "sole sicuro" è una sorta di medicina ad ampio spettro, in quanto stimola l'organismo a produrre vitamina D, sostanza indispensabile per l'assorbimento del minerale più prezioso per la salute delle ossa: il calcio.

Il legame tra la vitamina D e raggi del sole riguarda prima di tutto la salute del nostro apparato scheletrico e delle ossa. Questa vitamina, infatti, è essenziale per la sintesi del tessuto osseo e i raggi solari stimolano l'organismo a sintetizzarla. Ecco perché una corretta esposizione al sole si rivela fondamentale per l'organismo soprattutto per le donne in menopausa.  
È vero, comunque, che l'eccesso di sole fa male, ma non bisogna neppure cadere nell'eccesso opposto!
Il rapporto tra sole e pelle è forse quello più ambivalente. Da un lato, anni di campagne informative hanno diffuso nella popolazione la conoscenza dei rischi per la cute legati all'abbronzatura selvaggia. Molto importante è anche il tipo di "fototipo" a cui si appartiene. I soggetti maggiormenti a rischio sono quelli che rientrano nella categoria dei cosiddetti "rossi scozzesi": pelle bianchi, capelli biondi o rossi, occhi chiari.
Dall'altro, è ampiamente sfruttato il potere terapeutico del sole "a dosaggi controllati" contro molte patologie. Tra le patologie cutanee che traggono beneficio dal sole ricordiamo prima di tutto la psoriasi, ma anche la dermatite seborroica e gli eczemi. I bambini che soffrono di eczema atopico al mare migliorano, così come chi ha l'acne. Il sole restituisce un po' di equilibrio alla cute colpita da tutte questa patologie. Ma occhio a non esagerare. L'eccesso di sole, per esempio, è per l’acne un boomerang: un po' di raggi Uv hanno effetti benefici, ma se la pelle si surriscalda troppo, l'acne peggiora, perché il calore dilata i vasi sanguigni e fa arrivare più sangue nella pelle e nel sangue ci sono più ormoni androgeni (maschili), i quali stimolano le ghiandole sebacee. Così la pelle diventa più grassa.

Il sole ha, inoltre, un ruolo nella prevenzione di altre patologie, quali il tumore a prostata, seno, colon-retto e persino del diabete.
Sembra che la vitamina D e, dunque, il sole abbiano un ruolo importante anche per la salute della pelle. L'attivazione del metabolismo del calcio grazie ai raggi UV, infatti, sembra rendere l'epidermide più forte. Sono in corso una serie di studi sul ruolo della vitamina D e del calcio nella prevenzione dai tumori cutanei. Questo minerale fortifica la parete cellulare, le membrane cellulari e, di conseguenza, l'intero tessuto cutaneo. Tanto è vero che è allo studio l'ipotesi che chi prende poco sole corra un rischio più elevato di sviluppare un tumore cutaneo, ipotesi nata dall'osservazione che molti tumori della pelle insorgono in zone del corpo sempre coperte. È vero, dunque, che l'eccesso di sole fa male, ma non bisogna neppure cadere nell'eccesso opposto!
L'azione difensiva dai tumori è spiegata dal fatto che la cute non è solo un involucro "passivo". Produce le citochine, sostanze fondamentali, che raggiungono i vari organi e attraverso le quali la pelle trasmette una serie di "ordini" a tutto l'organismo. È possibile che una corretta esposizione al sole possa inviare, proprio grazie alle citochine, il comando di mantenere sani tutti gli organi, dal pancreas, allo stomaco, ai visceri, alle ossa. Un'eccessiva o una scarsa esposizione, invece, potrebbe mandare in circolo citochine "errate", che potrebbero danneggiare quegli organi. Il rapporto tra sole e pelle è forse quello più ambivalente. Da un lato, anni di campagne informative hanno diffuso nella popolazione la conoscenza dei rischi per la cute legati all'abbronzatura selvaggia. Dall'altro, è ampiamente sfruttato il potere terapeutico del sole "a dosaggi controllati" contro molte patologie. Uno studio della Stanford University (Usa) mette un peso da novanta sul piatto della bilancia dei pro. Secondo i ricercatori americani, la vitamina D prodotta in virtù di un'esposizione solare moderata sarebbe in grado di attivare automaticamente un processo auto-riparativo dei danni cutanei, promosso dal sistema immunitario. In altre parole, i bagni di sole senza eccessi avrebbero il vantaggio di stimolare la produzione di una vitamina preziosa per la salute senza lo svantaggio di danneggiare la pelle.

Un indice infallibile per comprendere se il sole fa male o bene è quello chiamato "del sano piacere". Bisogna imparare ad ascoltare tutte le sensazioni inviate dal proprio corpo, distinguendo quelle giuste da quelle sbagliate. Quando il sole inizia a diventare dannoso è l'organismo stesso a suggerircelo: quando iniziamo a sentire caldo, a non provare più piacere. Non esiste, dunque, un orologio che indichi con precisione quanto stare sotto il sole. Esistono, però, tempi d'esposizione standard diversi a seconda del tipo di pelle, che sarebbe meglio rispettare, anche se non c'è niente di più affidabile delle proprie sensazioni.
Bisogna diventare così bravi e prudenti da metterci al riparo dal sole non appena percepiamo i primi fastidi. Non sono solo gli ultravioletti, infatti, a rappresentare un potenziale rischio per la pelle.
Ci sono anche gli infrarossi, cioè raggi termici o radiazioni, che passano attraverso i corpi e che non possono essere bloccati da fattori fisici o chimici. Le radiazioni termiche aumentano la temperatura delle nostre cellule, mandando in ebollizione il citoplasma e danneggiandole. Molti studi mostrano quanto l'azione degli infrarossi sia colpevole dell'insorgenza dei tumori cutanei: questi raggi scaldano le cellule, le mandano in tilt e aprono le porte allo sviluppo di cellule tumorali.  
Per limitare questi danni basta fare una cosa che non costa nulla: rinfrescare spesso la pelle. Visto che il nemico, in questo caso, è il calore causato dagli infrarossi, per difendersi basta utilizzare dell'acqua nebulizzata spruzzata spesso sulla pelle, docce, semplici gesti che abbassano subito la temperatura cutanea. Come precisa Natale Cascinelli, referente del programma melanoma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: "la prima raccomandazione è non ustionarsi".
Fonte: Benesseredonna.it

Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
 

3.25 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."