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Il Cerchio dell'ascolto
Scritto da alts   

Il Cerchio dell'Ascolto 

E’ il progetto ideato e promosso dall’ALTS (Associazione per la Lotta ai Tumori del Seno) con i partner Insieme per la vita e ANDOS (Associazione nazionale delle donne operate al seno), nell’ambito del Bando di “Progettazione Sociale” finanziato dal CSV di Napoli con i fondi protocollo di intesa fondazioni bancarie e volontariato. Il progetto, iniziato il 18 marzo, è  volto a sostenere e potenziare la figura del caregiver e cioè di chi, legato da vincoli familiari o affettivi, assiste la donna nel percorso di cura del tumore al seno; ha una durata di 18 mesi e prevede 3 fasi di svolgimento:


 

1a FASE: informazione e sensibilizzazione dei medici della   Divisione   di Senologia dell’Istituto dei Tumori   di   Napoli    “Fondazione G. Pascale”, della Divisione di   Oncologia    Medica    dell’Azienda Ospedaliera Cardarelli e degli afferenti all’ANDOS Napoli Ovest per aiutarli a individuare e coinvolgere i potenziali caregiver;
2a FASE: individuazione da parte del medico, a seguito di autocandidatura o indicazione della paziente, dell’eventuale caregiver;
3a FASE: sostegno e accompagnamento del caregiver individuato durante il percorso terapeutico della paziente.

“DIAMO UNA MANO A CHI AIUTA”

L’Alts, in questi anni di esperienza, nella lunga opera di supporto alla donna ammalata di cancro al seno, ha spesso affrontato le complesse problematiche psico-socio-familiari e sostenuto l’alleanza terapeutica tra il medico e il paziente nell’affrontare un percorso di cura lungo e complesso.
L’associazione, grazie ai suoi volontari/e  ha accompagnato le pazienti dalla diagnosi, spesso avvenuta presso l’ambulatorio o l’unità mobile, all’intervento chirurgico, alle fasi di trattamento chemioterapico, radioterapeutico e nel follow-up.
L’ALTS ha avuto modo di conoscere  le enormi difficoltà di coloro che all’interno del nucleo familiare affiancano la paziente. Molto spesso, la famiglia e i medici stessi dimenticano il ruolo fondamentale rivestito dal caregiver  che accompagna la donna nel suo percorso di cura e il sistema sanitario non prevede per loro alcun genere di sostegno psicologico.

Chi è  il caregiver?

Il CAREGIVER è colui che volontariamente si assume l'impegno di fornire aiuto e supporto alla donna nel suo percorso di cura per un tumore al seno. Generalmente la scelta avviene tra le persone della cerchia familiare ed affettiva per un meccanismo spontaneo attivato da sentimenti di, condivisione, collaborazione, compassione e capacità organizzativa. Queste persone definite con termine anglosassone "Caregivers" (letteralmente: datore di cure) sono nella maggior parte dei casi un coniuge, uno dei figli, una sorella, un fratello, più raramente i genitori, o un amica.

Cosa fa il caregiver?

Il caregiver deve avere una grande forza psicologica perché ha il compito di:
• sostenere la donna malata
• rispondere al suo bisogno di sicurezza
• infonderle positività e ottimismo
• prendersi cura dell’igiene, dell’alimentazione, dei trasferimenti in alcune fasi della malattia
• occuparsi delle risorse necessarie a garantire la migliore qualità di vita del proprio assistito
• accompagnare la donna nel percorso di informazione e di dialogo con i medici
• provvedere a incombenze quotidiane, mediche, legali, amministrative

UN CARICO FISICO ED EMOTIVO CHE HA BISOGNO DI AIUTO E SOSTEGNO

Perché è importante il caregiver?

I caregiver, per la persona ammalata di tumore al seno, possono fare la differenza. Infatti, possono favorire  l’accettazione e l’adattamento alla malattia  e sostenere le fasi successive di elaborazione e d'integrazione, nella cura e nel follow up.
Adoperarsi in tali obiettivi non è cosa da poco, soprattutto per persone non “esperte” della relazione d'aiuto, per il forte coinvolgimento emotivo diretto.
E’ necessario conoscere bene i caregivers, definirne i bisogni individuando i punti di forza e di criticità per metterli in condizione di svolgere adeguatamente il loro ruolo di accompagnamento e di supporto all'ammalato, senza esporli a rischi personali di sovraccarico emotivo.


Come aiutare  il caregiver?

Nel corso dell’attività di sostegno e cura di una donna, nel suo percorso di cura per il tumore al seno , il caregiver sperimenta elevati livelli di tensione emotiva e psicologica.
Per questo motivo l'azione insostituibile dei caregiver non può essere “spontanea” e guidata solo da affetto e buon senso.
I "caregivers" devono essere informati, istruiti e sostenuti da personale specializzato sugli strumenti psicologici da utilizzare per affrontare, insieme al malato, le mille difficoltà della vita quotidiana.
Quello che ancora manca è un “tutoring” per i caregivers o la famiglia del paziente, un accompagnamento, un orientamento o un sostegno per assistere al meglio il loro caro.