| CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA |
| Scritto da alts |
"Ogni bellezza perfetta, come un animale o un quadro o una donna, non è che l'ultimo pezzo di un cerchio. L'ambizione dell'uomo è di scoprire e conoscere quel cerchio."Robert Musil Oggi le modelle hanno tutte un seno prosperoso e fianchi stretti. Quali sono le misure ideali per un seno armonioso? Un seno piccolo e sodo, che “riempie una coppa di champagne”, andava bene ai tempi degli anni ‘60. Ai giorni nostri, come insegnano Claudia Schiffer e Laetitia Casta, un seno prosperoso é indice di seduzione. Secondo i biologi, le misure femminili che più attraggono il sesso maschile sono: un seno prorompente, un vitino da vespa, dei fianchi generosi. Cioé, metro alla mano, 90-60-90. Lo hanno confermato recenti ricerche. Perfino presso una tribù sudamericana la donna che ha più successo é quella con le misure alla Marylin Monroe. Il seno prosperoso, infatti, per gli antropologi simboleggia la femminilità; la vita stretta, la verginità; i fianchi larghi, la fertilità. A tal proposito, sottolineano i fisiologi, il seno é formato per l’80% da tessuto adiposo. E la disposizione del grasso, che finisce anche sui fianchi, é influenzata dagli estrogeni, gli ormoni femminili. Ecco spiegato perché le curve sono tanto appetitose: seno e fianchi prorompenti rappresentano la “donna-donna”, quella con cui mettere su famiglia. Ho 18 anni e il mio seno é piccolo. Quante probabilità ho di sviluppare il mio seno? Poche. La ghiandola mammaria con l’arrivo delle mestruazioni ha già raggiunto la sua forma definitiva. Gli estrogeni prodotti dalle ovaie l’hanno aiutata a crescere. Il progesterone prodotto durante l’ovulazione ha consentito al seno di maturare. Occorre, però, sottolineare che essendo il seno composto anche da fibre di tessuto connettivo e, per circa l’80%, da tessuto adiposo, se si dimagrisce molto o ci si ingrassa, anche la mammella può risentirne e cambiare taglia. Ho alcune smagliature sulla pelle all’attaccatura del seno, verso le ascelle. Andranno via col tempo? No. Una volta formate le smagliature non spariscono più. A provocare questi “strappi” che si verificano nel derma, lo strato più profondo della pelle, spesso é un eccessivo ingrassamento, che “tira” la pelle di seno, come accade in gravidanza. A volte, invece, le smagliature vengono in seguito a un dimagrimento troppo veloce, che fa afflosciare la pelle, senza darle il tempo di riadattarsi alle nuove misure. Quando le smagliature sono recenti, appaiono come striature rossastre sulla pelle. Poi, però si allargano e assumono un aspetto madreperlaceo. Purtroppo non c’é alcun trattamento che le faccia sparire. Il dermatologo attenuarle con il laser, la dermoabrasione o il peeling all’acido glicolico: tutti questi metodi eliminano lo strato superficiale della smagliatura, rendendole meno visibili. Come prevenzione, usa creme a base di elastina e collagene, che aiutano a mantenere l’elasticità della pelle. Ho un seno più alto e uno più basso. E’ davvero normale come mi hanno assicurato? Sì. Spesso le mammelle non sono simmetriche, perché una delle ghiandole mammarie si é sviluppata di più durante la pubertà, rispondendo in modo diverso agli ormoni prodotti dalle ovaie: così il seno più reattivo, é cresciuto di più, mentre l’altro di meno. Questa differenza può accentuarsi con la gravidanza o se si assumono estrogeni, come ad esempio la pillola anticoncezionale. Ho l’attaccatura del seno bassa come mia madre. Ho ereditato da lei? La forma e le dimensioni del seno, l’aspetto dell’areola, la struttura del capezzolo sono ereditarie. Le ragazze possono “prendere” queste caratteristiche dalla madre o anche ... dal papà. A seconda di come si sono ricombinati i geni al momento del concepimento, i seni potrebbero assomigliare in tutto e per tutto a quelli materni, oppure a quelli della nonna o delle zie paterne. Mi piace prendere il sole senza reggiseno. E’ pericoloso? No. Puoi tranquillamente prendere il sole in topless se lo desideri. E’ indispensabile, però, proteggere l’epidermide del seno con una crema provvista di filtro solare (va bene la stessa che usi su tutto il corpo), per non scottarti. Contrariamente a quanto molte donne temono, abbronzarsi a seno nudo non aumenta il rischio di sviluppare un tumore del seno. Quando corro o gioco sulla spiaggia il mio seno si muove con violenza. Quali possono essere le conseguenze? Se l’attività sportiva é intensa e se non indossi un reggiseno che fornisca un sostegno adeguato, i movimenti bruschi e ripetuti possono traumatizzare o perfino strappare le fibrille di tessuto elastico che si trovano nel derma, lo strato profondo della pelle del seno: primo passo verso la formazione di smagliature. Naturalmente, se in spiaggia non vuoi indossare il reggiseno specifico per lo sport, scegli un costume con un sostegno deciso o col ferretto, che avvolga bene il seno, anche ai lati. Me ne vergogno molto, ho qualche peluzzo intorno all’areola dei capezzoli. Capite a tutte? Vorrei sapere cosa fare. L’areola ha moltissime ghiandole sebacee, che producono una sostanza leggermente oleosa, indispensabile per lubrificare l’epidermide del capezzolo. A ciascuna di queste ghiandole é annesso un pelo, che in genere é molto chiaro e sottile e non si nota. In alcune donne, però, i peli intorno all’areola possono crescere più spessi, più scuri e quindi anche più visibili. Si possono cancellare, senza rischi e in modo definitivo con l’elettrodepilazione. Un ago sottilissimo conduce calore (generato da un’apposita apparecchiatura) all’interno del follicolo pilifero, dove brucia il bulbo e impedisce che il pelo ricresca. Si avverte soltanto un leggero pizzicore. Dopo il trattamento, qualche volta, sulla pelle, può persistere un lieve arrossamento. Ho il seno piccolo. Quali sono gli sport più adatti per farlo sviluppare? Non esistono sport in grado di far crescere il seno. Perché il seno non ha muscoli: é formato solo da ghiandole, tessuto connettivo e tessuto adiposo, che non aumentano con la ginnastica. Anzi, chi si allena intensamente per 3-4 ore al giorno, può addirittura vedere il proprio seno diventare più piccolo. L’attività fisica si limita a rinforzare il reggiseno naturale, formato dai muscoli pettorali, su cui il seno si appoggia. Gli sport più adatti sono il basket, la pallavolo e il nuoto che tonificano il grande muscolo pettorale e i dorsali. Praticare sport ha anche un altro vantaggio. Una regolare attività fisica può aiutare a proteggere dal tumore al seno: bastano 3 ore la settimana. Dopo la gravidanza, il mio seno tornerà quello di prima? E se allatto, si sciuperà? Estrogeni e progesterone, gli ormoni secreti da ovaie e placenta, stimolano la crescita delle ghiandole mammarie in vista dell’allattamento che servirà a nutrire il nascituro. Nei primi tre mesi di gravidanza, i seni si ingrossano di circa il 25% rispetto alle dimensioni di partenza, e crescono fino al momento del parto, quando l’aumento di volume può raggiungere il 30%. Dopo l’allattamento e la gravidanza, le ghiandole regrediscono e il seno torna come prima. Tuttavia il tessuto ghiandolare aumentato, anche se vuoto, può lasciare il seno un po' più voluminoso e tonico. Ma attenta a non ingrassare troppo, altrimenti il seno può riempirsi di cuscinetti adiposi che “tirano” la pelle, fino a causare antiestetiche smagliature. Il rischio che il seno si sciupi è più alto durante la gestazione che non durante l’allattamento. Vorrei fare una dieta senza rimpicciolire troppo il seno, di cui sono soddisfatta. E’ possibile? E’ probabile. Ogni mammella può pesare da 150 gr. fino a 800-900 gr., anche se esistono seni che pesano un paio di chili. Con la dieta, può dimagrire anche il seno. Secondo i dietologi, si possono perdere, in media, circa 20 gr. per ogni chilo di peso corporeo. Per non sgonfiarlo troppo e per consentire alla pelle di adattarsi alle nuove curve del seno, più piccole, é importante non fare mai diete troppo drastiche. Perché si sono scuruti i capezzoli da quando mi sono sposata? Sei sicura di non essere incinta? Questa parte del corpo, ricca di melanina, diventa più scura e più grande di circa 2 mesi dopo il concepimento, in risposta alle modificazioni ormonali che si verificano durante la gravidanza. Il suo colore é molto variabile: può essere rosa molto chiaro nelle bambine e nelle donne bionde, mentre é bruno o addirittura color caffè nelle more e nelle brune. Le donne di colore, invece, hanno l’areola scurissima, quasi completamente nera. I cambiamenti nel colore e nelle dimensioni dell’areola che si verificano in gravidanza, persistono poi per tutta la vita. Bisogna iniziare a portare il reggiseno verso i 25 anni per evitare che, con il tempo, il seno crolli? Meglio cominciare a portarlo molto prima, già nell’adolescenza, appena il seno acquista volume. Purtroppo, la peggiore nemica della bellezza del seno é la forza di gravità, che lo tira irrimediabilmente giù, verso il basso. A contrastare questo processo, non ci sono muscoli, né legamenti, ma solo la pelle. Le fibre elastiche cutanee, anno dopo anno, possono rilassarsi, , e non riescono più a sostenere le mammelle come prima. Così il seno (e anche la sua attaccatura) si abbassa. Un buon reggiseno, offre un sostegno prezioso che aiuta a rallentare questo inevitabile processo. E' vero che le protesi mammarie scoppiano in aereo? Forse qualcuno crede ancora a questa vecchia leggenda metropolitana originata dalla mente di un burlone o di qualche attricetta in cerca di pubblicità. La risposta è no. E' possibile aumentare il seno con dei fillers (iniezioni di sostanze riempitive)? Quanto costa? Già da tempo si parla di aumento del seno con dei fillers. In realtà non c'è ancora sul mercato niente di affidabile. Si è parlato di varie sostanze: bio-formacryl (rischiosissimo nel seno), silicone libero (molto pericoloso, vietato dalla legge), acido ialuronico (ancora non in commercio e, a nostro parere, utilizzabile solo per piccoli ritocchi) ecc. I fillers, utili per altre applicazioni in medicina e chirurgia esytetica) nel seno non garantiscono buoni risultati e sono più costosi delle classiche protesi mammarie. E' vero che nella mastoplastica additiva vengono inseriti dei drenaggi da portare per qualche giorno? I drenaggi sono dei piccoli tubicini che, inseriti attraverso mini incisioni, nel post-operatorio drenano gli eventuali accumuli di sangue o siero prevenendo la formazione di ematomi o seromi. Vengono in genere sfilati dopo 1-2 giorni. Il loro impiego dipende dalla scelta del chirurgo e dalla necessità del singolo caso. Alcuni chirurghi li usano di routine. Noi li inseriamo molto raramente, solo se c'è un elevato sanguinamento e quindi il rischio di ematomi. E' vero che le protesi rimangono fredde (o quantomeno a una temperatura inferiore) rispetto al resto del corpo? Anche in questo caso si tratta di una leggenda metropolitana. Non c'è nessuna spiegazione logica sul perché ciò accada. Le protesi mammarie (di qualsiasi materiale) , poste in sede sottoghiandolare o sottomuscolare hanno la stessa temperatura del resto del corpo. Come si fa a decidere se è meglio posizionare la protesi sottomuscolare o sottoghiandolare? La scelta varia a seconda dei casi, della situazione di partenza e delle preferenze del chirurgo. E' possibile che chirurghi diversi possano suggerire un indicazione diversa. Non è mai la paziente a decidere il tipo di intervento anche se la scelta finale viene fatta durante la visita, in rapporto alle sue esigenze personali. L'intervento di mastoplastica può in qualche modo precludere l'allattamento? Il naturale aumento di volume del seno in gravidanza comporta qualche rischio per i seni con protesi? La mastoplastica additiva, se eseguita correttamente, non preclude la possibilità di allattare. E' però consigliabile limitare l'allattamento per non danneggiare il seno dal punto di vista estetico (maggiore rischio di smagliature, maggiore rilassamento cutaneo). Lo stesso discorso vale per la gravidanza: in un seno che aumenta molto di volume, se ci sono anche delle protesi c'è un maggiore rischio di un peggioramento, ma solo estetico. Per contro, in molte donne non ci sono modifiche dell'aspetto del seno che resta bello e tonico come prima, come accade col seno naturale che, dopo la gravidanza e l'allattamento, a seconda dei casi, può essere perfettamente integro oppure sgonfio e rilassato. Si parla molto del "Celution", una metodica per aumantare il seno con le cellule staminali contenute nel grasso... La tecnica "Celution" si avvale dell'uso di una macchina che , a detta dei produttori della Citory, faciliterebbe la concentrazione delle cellule staminali estratte dal tessuto adiposo mediante lipoaspirazione. La macchina non è ancora disponibile in Europa. E' però importante fare alcune considerazioni: 1. Il ruolo delle cellule staminali è importantissimo in molte branche della chirurgia inclusa la chirurgia ricostruttiva e gli sviluppi futuri del loro uso porteranno sicuramente grandi innovazioni. 2. Proprio in Italia, ad opera dell'equipe del dott. Rigotti, chirurgo plastico, è stato dimostrato l'effetto curativo delle cellule staminali contenute nel tessuto adiposo sulle mammelle affette da radiodermite conseguente a radioterapia post-mastectomia. L'effetto è stato quello di favorire la guarigione della radiodermite e di rigenerare almeno parzialmente il tessuto mammario. 3. alcuni chirurghi (anche in Italia) propongono l'aumento del seno con grasso autologo (Lipofilling) anche se non è ancora chiaro se i risultati (veramante poco eclatenti per non dire deludenti) siano dati dal grasso in se o dalle cellule staminali in esso contenute 4. Non è la prima volta che sui giornali si parla di nuove tecniche rivoluzionarie già in uso in America o chissà dove mentre in realtà il loro utiizzo clinico non sarà realmente efficace e realizzabile prima di alcuni anni (come nel caso della clonazione dei bulbi per il trapianto di capelli). E' possible che anche il metodo Celution sia, per il momento, un fuoco di paglia. In ogni caso non ci sono ancora dati oggettivi (la sperimantazione è su pochi casi) sulla sua efficacia e risultati visibili. Sostanzialmente credo che ancora per un poò di tempo la soluzione più efficace e sicura per l'aumento del seno sia la mastoplastica additiva. Le protesi devono essere sostituite? Dopo quanto tempo? La protesi è sicuramente da sostituire se ci sono segnali che indicano una rottura o una deformazione (cambiamento di forma, perdita di volume, segni specifici all'ecografia ecc.). E' opinione comune che le protesi mammarie debbano essere sostituite dopo 10-15 anni. Tuttavia, gli impianti di ultima generazione e in particolare le aziende Inamed-MacGhan-Allergan e Mentor danno una garanzia a vita per le loro protesi. Inoltre, le stesse case produttrici si impegnano, in caso di rottura, a sostituire gratuitamente gli impianti. Alla luce di queste nuove garanzie e dell'esperienza da noi accumulata in questi anni con le protesi Inamed-Mac Ghan ci sentiamo di suggerire alle pazienti che, se non ci sono problemi particolari che possano fare sospettare una rottura, è sufficiente fare dei normali controlli ecografici annuali o biennali e poi, dopo 10 anni eseguire una risonanza magnetica (RMN) per valutare lo stato dele protesi. Si potrà poi decidere se tenerle o sostituirle. Dopo un intervento di mastoplastica , il seno risulta "finto" al tatto? Se la mastoplastica viene seguita correttamente il seno è in genere naturale e morbido al tatto. Questo avviene se le protesi sono state posizionate in modo corretto, e nella giusta sede (sotto ghiandolare, sottomuscolare o mista a seconda dei casi). E' necessario effettuare dei massaggi dopo l'operazione? In genere consigliamo dei massaggi specifici da eseguire per qualche tempo dopo l'intervento per ridurre il rischio di contrattura capsulare. Nella mastoplastica additiva ci sono punti da rimuovere? In molti casi non ci sono suture esterne e quindi non è necessario rimuovere i punti. Altrimenti la sutura esterna viene facimente rimossa dopo una settimana Ho quasi 40 anni e da molti anni ormai sono sotto controllo presso un centro di senologia poiché, oltre ad essere un soggetto a rischio per familiarità (nonna e zia materna morte per carcinoma al seno), i miei seni presentano una miriade di noduli. Ho già subito due interventi, e la proliferazione continua provocandomi anche dolore. Il mio seno ormai è rovinato completamente e mi si prospettano nel futuro altri interventi. Nel mio caso non potrebbe essere una soluzione la sostituzione della ghiandola mammaria con una protesi al silicone? Mi risulta difficile darLe un consiglio preciso poiché non riesco, in base alle informazioni, a determinare il suo reale rischio. Per quanto riguarda la familiarità la presenza di due parenti (nessuno di primo grado), specialmente se hanno avuto il carcinoma della mammella in tarda età, non la pone ad un particolare rischio. Le donne, però, che hanno subito interventi chirurgici al seno presentano una incidenza di carcinoma solo lievemente aumentata. Sarebbe però importate sapere la patologia per cui è stata operata, e cosa intende Lei per proliferazione. La mastectomia preventiva (in questo caso viene effettuato un intervento chiamato "skin sparing mastectomy" che prevede la mastectomia totale con asportazione del complesso areola-capezzolo e ricostruzione immediata) viene di solito proposta alle donne portatrici di una alterazione genetica (BRCA 1-2). In questo caso però il rischio è oggettivamente molto elevato. Deve saper che, nonostante tutti i progressi compiuti dalla chirurgia estetica, il seno ricostruito non potrà mai assomigliare alla sua propria mammella.Pertanto prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico così devastante valuterei bene quale è il suo reale rischio e parlerei anche con un chirurgo plastico per sapere le varie soluzioni disponibili a correggere eventuali deficit estetici. Vorrei possibilmente notizie sulle tecniche di ricostruzione del seno attraverso la chirurgia plastica. Posso ritornare come prima? La chirurgia ricostruttiva è una tappa fondamentale del processo terapeutico che conduce alla guarigione completa, fisica e psichica, ma la decisione di sottoporsi ad una ricostruzione del seno deve essere presa in modo consapevole. I chirurghi plastici fanno sicuramente ogni sforzo per ottenere il miglior risultato estetico ma non possano ovviamente garantire che non si verificheranno complicazioni peraltro possibili in tutti gli interventi chirurgici. L'indicazione della ricostruzione dopo mastectomia dipende da diversi fattori: - dalla qualità di pelle presente sulla parete toracica e dallo stato del muscolo pettorale - dall'eventuale indicazioni a terapie associate (radioterapia, chemioterapia) - dal volume e/o dalla forma della mammella che deve essere ricostruita La ricostruzione può essere eseguita, o almeno iniziata, già nel corso dell'intervento di mastectomia, cioè contestualmente all'asportazione del tumore. La ricostruzione immediata evita o almeno riduce il senso di mutilazione, e fa risparmiare un intervento chirurgico. La tecnica che utilizza un espansore temporaneo, oggi fra le più diffuse, prevede infatti due tempi chirurgici: il primo di impianto ed il secondo di sostituzione, dopo almeno quattro, cinque mesi, con una protesi definitiva. Nella ricostruzione immediata l'impianto dell'espansore viene effettuato già nel corso dell'intervento di asportazione del seno ma è sempre possibile realizzarla anche in tempi successivi: in questo caso di ricostruzione cosiddetta differita, oltre all'operazione demolitiva, saranno però necessari due ulteriori interventi. Le tecniche chirurgiche post-mastectomia possono prevedere: - protesi - protesi-espansore permanente - espansore provvisorio e successiva protesi definitiva - lembo muscolo-cutaneo di gran dorsale con protesi - lembo muscolo-cutaneo di retto addominale senza protesi. Le protesi più comunemente usate hanno un involucro esterno di silicone solido, mentre all'interno è presente un gel di silicone. Il silicone è considerato un materiale inerte, per questo motivo è largamente utilizzato in campo medico. Nella ricostruzione può essere impiantata direttamente una protesi a volume definitivo (non modificabile) generalmente non superiore ad un volume di 200-250 cc. Questo significa che si può ricostruire seni piuttosto piccoli e non cadenti. Nella maggior parte dei casi viene utilizzato un espansore temporaneo. Questo tipo di protesi è costituita da un involucro di silicone con una valvola, esterna o interna all'impianto. Al momento dell'inserimento viene parzialmente riempito di soluzione fisiologica: il volume definitivo si raggiunge progressivamente attraverso rifornimenti periodici mentre la sua sostituzione, con una protesi definitiva, avviene dopo circa sei-otto mesi. La ricostruzione del capezzolo e dell'areola si eseguono ambulatoriamente dopo circa due mesi. Un'altra possibilità è l'impiego di espansori permanenti. Questi sono protesi che realizzano la ricostruzione in un tempo unico grazie all'adattamento del volume dell'impianto. Contengono una quota limitata di gel di silicone che viene progressivamente integrata da soluzione salina tramite una valvola esterna collocata sotto la pelle. Raggiunto il volume necessario la protesi si trasforma in definitiva con la semplice rimozione, in anestesia locale, della valvola. La ricostruzione con lembo muscolo-cutaneo di gran dorsale prevede un lembo che comprende un'isola di cute del dorso ed il muscolo sottostante. Questo complesso viene isolato chirurgicamente e ruotato al di sotto della pelle fino a trasportarlo nella regione della mastectomia. Per ricreare il volume della mammella è quasi sempre necessario impiantare una protesi al di sotto del muscolo trasferito. La ricostruzione con lembo muscolo-cutaneo di retto addominale prevede un lembo composto da cute tessuto adiposo e muscolare. Viene fatta una incisione sull'addome nell'area compresa fra l'ombellico ed il pube. L'insieme dei tessuti è fatto scivolare sotto la pelle, in un tunnel, fino all'area della mastectomia e qui modellato a ricostruire il seno .La parete addominale, priva di parte della sua componente muscolare, viene riparata suturando al suo interno una rete di rinforzo. Le opzioni di ricostruzione sono pertanto varie. La scelta dovrà essere presa dalla donna insieme al chirurgo plastico sulla base delle situazioni anatomiche e dai desideri della donna valutando attentamente i benefici e gli effetti collaterali. Quando devo decidere se voglio effettuare la ricostruzione del seno? Alcune tecniche vengono messe in atto immediatamente, nel corso dell'intervento per l'asportazione del tumore, altre possono essere applicate dopo qualche mese, quindi è necessario affrontare questo argomento con il chirurgo prima di effettuare l'intervento di asportazione del tumore. In alcuni casi la donna può scegliere i tempi della ricostruzione in base alle sue preferenze mentre in altri sarà il chirurgo ad evidenziare, a seconda delle circostanze, se sia più indicato un approccio differito o uno immediato. E se non voglio sottopormi a nulla di tutto ciò? In alternativa alla chirurgia ricostruttiva esistono in commercio diversi tipi di protesi esterne che consentono di riacquistare un aspetto esteriore naturale, senza sottoporsi a manipolazioni chirurgiche. Ogni donna deve poter decidere serenamente, dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie, quale strada percorrere, in base ai suoi desideri e alle sue necessità. |











"Ogni bellezza perfetta, come un animale o un quadro o una donna, non è che l'ultimo pezzo di un cerchio. L'ambizione dell'uomo è di scoprire e conoscere quel cerchio."