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Introduzione

Questa sezione è dedicata soprattutto alla famiglia delle donne cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario, ma può essere utile anche  per le pazienti stesse.

Il tumore del seno è un evento che non colpisce solo la donna: il suo impatto è avvertito dall'intero nucleo familiare. L'aiuto morale dei familiari ha un ruolo-chiave sulla capacità della persona ammalata di reagire.

Ogni famiglia rappresenta un gruppo naturale che ha caratteristiche strutturali e funzionali specifiche, ma anche contraddittorie: ha la necessità di proteggere e far crescere un bambino e nello stesso tempo abituarlo a fare a meno di queste cure. Questa contraddizione è riscontrabile al momento dell’impatto con il cancro di uno dei suoi membri.

Tale diagnosi pone di fronte ad un paradosso: il buon funzionamento della famiglia è impedito dal fatto che il congiunto dopo la diagnosi viene vissuto non come chi può essere in grado di fare a meno della famiglia, ma come chi dovrà essere accudito. Ogni famiglia ha un suo equilibrio ed una sua stabilità che nella maggioranza dei casi, a costo di cambiamenti e riorganizzazioni, sono mantenuti anche di fronte ad eventi critici.
Ha un suo ciclo vitale, composto di più fasi, ognuna con compiti evolutivi specifici. Tali fasi sono caratterizzate da eventi naturali (i cosiddetti eventi normativi) ed il passaggio da una all’atra richiede un processo di continua ristrutturazione dei rapporti tra i membri della famiglia stessa. Tali eventi normativi, pur nella loro prevedibilità, costituiscono sempre un fattore di crisi nella vita familiare.

Non di rado la famiglia può trovarsi ad affrontare eventi traumatici, non previsti, come la malattia oncologica, per sopravvivere ai quali  è obbligata a repentini cambiamenti in termini di riorganizzazione di ruoli e responsabilità. L’adattamento e il contenimento della sofferenza emotiva saranno più o meno efficaci sulla base della qualità delle relazioni familiari esistenti.

In funzione dei forti legami tra i membri, la malattia oncologica rappresenta un evento stressante per tutta la famiglia e può avere un effetto devastante su tutto il sistema di relazioni. A volte, nella maggioranza dei casi, può creare una profonda rivalutazione delle priorità e rafforzare i legami. Altre volte, la ristrutturazione che ne consegue può creare delle difficoltà sotto forma di modelli disfunzionali relazionali o, in casi estremi, psicopatologici.

Le modalità con cui ciascun familiare saprà contribuire a sostenere la complessità della malattia, dipende da molte variabili: dal tipo di rapporto affettivo esistente, dalle risorse individuali, dall'abilità nel condividere la propria e l'altrui esperienza, dalla comprensione delle proprie reazioni. Di fatto è tutta la famiglia ad essere colpita dal cancro, tutti condividono una stessa esperienza che causa uno stress reciproco ed interdipendente. Tale stress emotivo deriva dal percepire e vivere il cancro come una minaccia di separazione e di perdita. Questo può scatenare trasformazioni sia di tipo costruttivo che distruttivo all’interno delle relazioni interpersonali. Tutti i componenti si trovano di fronte alla malattia e ciò comporta una sofferenza di vario grado che può compromettere il processo di adattamento. Quando quest’ultimo si realizza, si attua in condizioni emotivamente difficili e spesso con risorse limitate.
 
La maggior parte delle famiglie mette in atto risposte elastiche e la maggior parte dei familiari è capace di adattarsi senza mettere in atto alcun disordine affettivo clinicamente significativo. La vulnerabilità e l’adattabilità delle famiglie nell’affrontare l’esperienza del cancro dipende dalla qualità delle relazioni familiari, probabilmente collegata a caratteristiche relazionali precedenti alla malattia. Gli studi che si sono occupati delle conseguenze del cancro sul sistema familiare citano un alto livello di stress nel partner; tra i sottosistemi familiari la relazione di coppia è quella che più risente della malattia, in quanto il ruolo del coniuge è riconosciuto come principale fornitore di supporto materiale ed emotivo.  
 
Al partner che desidera proteggere dalla sofferenza psicologica la donna colpita dal cancro al seno e la propria famiglia, bisogna far comprendere che per sostenere la persona amata, bisogna condividere con lei i propri sentimenti, le proprie preoccupazioni e persino le proprie paure. Se si mostra aperto e disposto a parlare anche delle tue stesse emozioni, potrà facilitare un clima di fiducia ed un rapporto leale, consentendo alla persona malata di condividere liberamente ciò che prova.

Un comportamento costruttivo aiuterà la donna a discutere e ricercare "insieme" tutte quelle informazioni necessarie per una scelta medica consapevole, riducendo notevolmente l'ansia legata alla malattia.

Cosa rappresenta la malattia per la famiglia intesa come sistema

il significato di ciò che rappresenta è duplice:
    1.    Un evento nuovo stressante, che sconvolge l’omeostasi familiare
    2.    Un tentativo di ristabilire l’omeostasi

Considerando il primo aspetto e cioè la rottura di un equilibrio costituito, i cambiamenti più importanti prodotti da una malattia grave sono:

  • Il passaggio dall’indipendenza alla dipendenza: la persona malata si trasforma in soggetto dipendente
  • sconvolgimento delle regole, del funzionamento, dei ritmi e delle priorità nella vita quotidiana
  • possibili difficoltà economiche indotte dalla malattia: costi di eventuali ricoveri, esami, cure, etc.
  • cambio dei ruoli : la persona malata può avere avuto un ruolo dominante in famiglia, la malattia cambia la sua posizione costringendo  gli altri membri a trovare un altro centro di riferimento
  • perdita del ruolo sociale o professionale del soggetto: la famiglia perde i privilegi legati ad essi

Reazioni psicologiche della famiglia
Nel tentativo di mantenere l’omeostasi la famiglia cerca di adattarsi alla malattia seguendo un processo che implica l’attraversamento di fasi che spesso sono parallele a quelle che vive il paziente stesso.

Fase di shock: angoscia paralizzante che blocca i meccanismi di difesa 


Fase di negazione: rappresenta un filtro protettore - è la fase in cui vengono contattati più medici nella speranza di avere la conferma di un errore diagnostico 


Fase di disperazione: sentimenti di perdita, separazione, impotenza – emergono tristezza e paura. 


Fase rielaborativa: in questa fase prende forma la modalità relazionale che intercorre tra paziente e famiglia: negazione delle conseguenze legate alla malattia al fine di mitigare una realtà avvertita come intollerabile; atteggiamento iperprotettivo ed eccessivamente coinvolto con manifestazioni di ansia marcata nei confronti del malato; atteggiamento distaccato per cui si preferisce, per proteggersi dall’ansia, delegare l’assistenza a strutture esterne alla famiglia. 


Fase di accettazione: le difficoltà vengono affrontate per essere superate e i cambiamenti nelle dinamiche familiari e nelle modalità comunicative portano alla costituzione di un nuovo equilibrio. Â