E’ bene saper che: Le persone possono reagire alla malattia con sentimenti molto diversi:non c’è un modo giusto o sbagliato di sentirsi. Le reazioni psicologiche che si provano fanno parte del processo di confronto e adattamento alla nuova condizione.
Esiste una convalescenza fisica e una convalescenza psichica: la guarigione (remissione) fisica, in generale, è più veloce di quella psicologica. La diagnosi di tumore cambia il senso del tempo, la visione del futuro e anche il rapporto con gli altri. Spesso nel corso della malattia c’è bisogno di qualcuno o qualcosa su cui riversare la propria rabbia. L’importante è che l’ammalato non la riversi su se stesso. Il cancro è anche una malattia della famiglia. I familiari possono avere altrettanto bisogno di aiuto per far fronte ai problemi emotivi quanto il malato. L’ammalato non consideri i farmaci come veleni, ma alleati potenti nella lotta alla malattia.
Il timore di ricadute o di poter soffrire è normale, ma se invade la mente diventa patologico. - E’ logico che il desiderio sessuale diminuisca:è una reazione comune a molte malattie.
- La malattia non è colpa del paziente o della sua volontà .
Per organizzarsi meglio:- La speranza e un atteggiamento positivo verso la malattia possono giovare:questo è il momento di lanciarsi a fare qualcosa che si è sempre rimandato. Può far bene al fisico, anche al sistema immunitario.
- Cercare di stabilire nuove priorità , obiettivi di vita nuovi che appaghino, fare subito progetti per qualcosa che fa sentire vivi.
- Partire dalle piccole cose pratiche:organizzare il tempo della giornata.
- Non isolarsi:l’intimità e il supporto delle persone care sono vitali.
- Tirare fuori i sentimenti, superare pudori, timori e reticenze: una comunicazione aperta con amici e familiari ripagherà dello sforzo.
- Molte persone si trovano meglio se partecipano attivamente alle cure. Subire passivamente il trattamento medico può aumentare i sentimenti di dipendenza e impotenza.
- Sintomi ed effetti collaterali delle cure sono realmente un problema: ma il paziente non deve permettere alla condizione di malato di divenire la sua unica identità .
- Cercare aiuto: non pretendere troppo da se stessi.
- Se siete molto depressi, o vi sentite impotenti e senza speranza, non pensate che questi sentimenti siano inevitabili e non ci si possa far niente. Esistono psicologi, psichiatri, centri o associazioni in grado di aiutarvi.
- Parlare apertamente con il proprio medico: a volte convinzioni errate, non verificate e date per scontate, sono fonte di ansia e depressione.
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