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Venti regole d’oro

E’ bene saper che:

  1. Le persone possono reagire alla malattia con sentimenti molto diversi:non c’è un modo giusto o sbagliato di sentirsi.
  2. Le reazioni psicologiche che si provano fanno parte del processo di confronto e adattamento alla nuova condizione.
  3. Esiste una convalescenza fisica e una convalescenza psichica: la guarigione (remissione) fisica, in generale, è più veloce di quella psicologica.
  4. La diagnosi di tumore cambia il senso del tempo, la visione del futuro e anche il rapporto con gli altri.
  5. Spesso nel corso della malattia c’è bisogno di qualcuno o qualcosa su cui riversare la propria rabbia. L’importante è che l’ammalato non la riversi su se stesso.
  6. Il cancro è anche una malattia della famiglia. I familiari possono avere altrettanto bisogno di aiuto per far fronte ai problemi emotivi quanto il malato.
  7. L’ammalato non consideri i farmaci come veleni, ma alleati potenti nella lotta alla malattia.
  8. Il timore di ricadute o di poter soffrire è normale, ma se invade la mente diventa patologico.
  9. E’ logico che il desiderio sessuale diminuisca:è una reazione comune a molte malattie.
  10. La malattia non è colpa del paziente o della sua volontà.

Per organizzarsi meglio:
  1. La speranza e un atteggiamento positivo verso la malattia possono giovare:questo è il momento di lanciarsi a fare qualcosa che si è sempre rimandato. Può far bene al fisico, anche al sistema immunitario.
  2. Cercare di stabilire nuove priorità, obiettivi di vita nuovi che appaghino, fare subito progetti per qualcosa che fa sentire vivi.
  3. Partire dalle piccole cose pratiche:organizzare il tempo della giornata.
  4. Non isolarsi:l’intimità e il supporto delle persone care sono vitali.
  5. Tirare fuori i sentimenti, superare pudori, timori e reticenze: una comunicazione aperta con amici e familiari ripagherà dello sforzo.
  6. Molte persone si trovano meglio se partecipano attivamente alle cure. Subire passivamente il trattamento medico può aumentare i sentimenti di dipendenza e impotenza.
  7. Sintomi ed effetti collaterali delle cure sono realmente un problema: ma il paziente non deve permettere alla condizione di malato di divenire la sua unica identità.
  8. Cercare aiuto: non pretendere troppo da se stessi.
  9. Se siete molto depressi, o vi sentite impotenti e senza speranza, non pensate che questi sentimenti siano inevitabili e non ci si possa far niente. Esistono psicologi, psichiatri, centri o associazioni in grado di aiutarvi.
  10. Parlare apertamente con il proprio medico: a volte convinzioni errate, non verificate e date per scontate, sono fonte di ansia e depressione.

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