Questa sezione è stata organizzata come una guida sintetica, e per quanto possibile, semplice e chiara. Un filo d'Arianna che consente di introdursi nel complesso labirinto dei tumori del seno, con la fiducia di uscirne vittoriosi. Il suo obiettivo principale è quello di fornire alle donne una corretta informazione sulla Senologia Oncologica, presentando, anche se per grandi linee, il percorso diagnostico e terapeutico delle patologie del seno. Non ha l'ambizione di poter risolvere tutti i dubbi o trattare tutti gli argomenti in modo esauriente, ma può favorire un approccio iniziale in grado di diradare incognite, pregiudizi, ansie, paure, spesso non del tutto giustificati. | Le donne non sempre sono sufficientemente informate e rassicurate. A volte una frettolosa comunicazione medico-paziente contribuisce a rendere questa patologia, già di per sé motivo di angoscia, poco conosciuta e temibile. Il nostro intento è quello di contrastare l'atmosfera di allarmismo e terrorismo che accompagna ancora oggi le patologie del seno. E' proprio l'eccesso di paura, la "cancerofobia", ad impedire a molte donne un comportamento corretto e costruttivo come effettuare i semplici test salva-vita: autopalpazione, visita senologica e mammografia. Il tumore del seno è purtroppo sempre più diffuso, tanto da essere considerato una malattia sociale; ma, grazie ai progressi della scienza, sia in campo diagnostico che terapeutico, è una patologia che oggi può guarire, se diagnosticata in tempo. Vi sono almeno tre buone ragioni per giustificare l'importanza che da molte parti viene attribuita a questa patologia. La prima è quella della cosiddetta rilevanza epidemiologica, e cioè della sua notevole diffusione nella popolazione femminile. Nel nostro Paese, infatti 40.000 donne ne sono colpite, 1 donna su 10 rischia di ammalarsi di tumore al seno; 200.000 donne sono coinvolte in un percorso clinico-terapeutico o di follow-up; il 35% delle donne esegue una mammografia con regolarità ; il 50% esegue con regolarità la visita senologica; meno del 60% pratica l’autopalpazione; meno del 60% è curata in un centro di competenza. La distribuzione geografica in Italia mostra valori maggiori al Nord, in diminuzione verso il Centro e il Mezzogiorno. Anche nel nostro Paese, quindi, come in molti altri del mondo occidentale, la neoplasia mammaria è il tipo di tumore più importante del sesso femminile. La seconda ragione, altrettanto importante, è che in tutto il mondo sono in corso di svolgimento migliaia di progetti di ricerca che concentrano la loro attenzione su questa malattia e che molti dei risultati che si otterranno avranno conseguenze rilevanti per tutta l'oncologia, cioè per quella branca della medicina che studia i tumori maligni. | | La terza ragione, infine, è che forse i tempi sono maturi perché la medicina moderna possa sferrare l'attacco decisivo a uno dei suoi aspetti più dolorosi, e cioè l'asportazione chirurgica della mammella. Questo dramma che ormai milioni di donne vivono in tutto il mondo turba l'animo non solo della pazienti e dei loro familiari, ma anche dei medici sensibili che dedicano a questo problema la loro vita professionale. Pratiche regolari di prevenzione, anche in assenza di sintomi, consentono di individuare eventuali alterazioni del seno in fasi tanto precoci da consentire terapie rapide, semplici e prive di danni o mutilazioni. Tutto fa presagire che nel nuovo millennio sarà raggiunto l'obiettivo di non avere più nessuna donna senza seno. Se oggi muoiono ancora molte donne, ciò dipende non tanto dalla "malignità " della patologia, quanto dalla trascuratezza e dalla disinformazione. Le donne hanno il diritto di essere informate e il dovere di informarsi per salvaguardare la salute del proprio seno. I medici, da parte loro, hanno il dovere di favorire un rapporto collaborativo con le loro pazienti. E' compito della classe medica, infatti, fornire informazioni scientifiche adeguate, attraverso un linguaggio non necessariamente e/o strettamente tecnico, che possa venir compreso dalle donne di ogni ceto socio-culturale: dall'insegnante alla professionista, dalla casalinga all'operaia. |

| E' quanto ci proponiamo in queste pagine. Offrire un messaggio di Servizio, di Amore, di Vita, nei confronti di una malattia troppo spesso collegata al significato di morte, per educare le donne alla Cultura della Prevenzione. E' questo il traguardo che tutti noi dell'ALTS speriamo di raggiungere. Ricorda: PREVENZIONE = VITA "L'immagine che nel corso dei secoli le popolazioni si sono fatte del cancro è il risultato di una valutazione del fenomeno più in chiave simbolica e metafisica che scientifica. Da qui, oltre al turbamento profondo, la incapacità a reagire razionalmente. L'anarchia delle cellule tumorali ci offre, inoltre uno spettacolo di disordine che ci riporta a quanto avviene nella tormentata società d'oggi, stimolando la fantasia di chi ama teorizzare su analogie. Infine l'azione cancerogena di molte sostanze chimiche che il progresso tecnologico ha diffuso nel nostro ambiente, dimostra l'incapacità dell'uomo a controllare fenomeni che egli stesso ha promosso ed avviato e di cui rischia di restare passivo spettatore e vittima, mentre nelle nostre abitudini non siamo in grado di mettere in atto atteggiamenti razionali che ci aiutino a prevenire la malattia. E così, per riacquistare fiducia e sicurezza, la malattia è stata ignorata, cancellata, addirittura non nominata. Per anni i malati di cancro sono rimasti isolati, la diagnosi è stata nascosta al paziente e alla comunità circostante e, ancora peggio, nessun programma serio è stato studiato per affrontare la malattia con mezzi adeguati. Da un paio di decenni questa tendenza negativista ha tuttavia lasciato il posto ad una posizione più realista e positiva: oggi si parla più apertamente del problema, i malati hanno progressivamente preso coscienza della loro realtà , gli istituti specializzati nella cura dei tumori nascondono meno la loro identità dietro falsi nomi, parte del pubblico ha preso l'abitudine di farsi esaminare per avere una diagnosi precoce, gli stanziamenti pubblici o privati hanno dato nuovo impulso alle ricerche. Perché questo brusco cambiamento di rotta? La ragione è molto semplice: ci si è resi conto che la malattia non è incurabile, che le attuali terapie, se applicate tempestivamente e adeguatamente, possono guarire una parte non irrilevante dei pazienti. Con questa nuova informazione ha inoltre preso corpo, dapprima timidamente, poi sempre più fermamente, la determinata convinzione che il problema del cancro sarà un giorno certamente risolto, anche se non è facile prevedere quando."(Umberto Veronesi, Inchiesta sul cancro)
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