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Le cause

Quando si sviluppa un tumore, è opinione corrente che una o più cellule precedentemente tranquille e considerate sane comincino ad "agitarsi". Dividendosi rapidamente attuano una vigorosa proliferazione formando il tumore maligno vero e proprio. Inoltre sappiamo che le cellule cancerose contrariamente alle cellule sane, possono dotarsi di movimento ed hanno la capacità di infiltrarsi nei tessuti circostanti. 

Le cellule tumorali sono generalmente presenti in tutti gli organismi; vengono tenute a bada dal sistema immunitario, ma a volte sfuggono al controllo ed hanno il sopravvento. Si sviluppano, così, in modo anomalo, a causa di geni alterati iperattivi o per insufficienza di geni oncosoppressori; non seguono le normali leggi di regolazione della crescita cellulare e si moltiplicano, dapprima lentamente, ma poi con una velocità progressiva. Si parla così di "cellule impazzite", per il loro comportamento "asociale" e per la loro incontrollabilità. Il processo tumorale è, quindi, la proliferazione incontrollata di cellule caratterizzate da un "delirio di onnipotenza" che si moltiplicano all'infinito, a danno del tessuto o dell'organo da cui si sono generate e, se non si interviene in tempo, di tutto l'organismo. Da un tumore maligno una o più cellule possono staccarsi e raggiungere altre parti dell'organismo, formando nuovi tumori secondari (le metastasi). I tumori benigni non producono mai metastasi. Per i tumori del seno sono stati individuati dei "fattori di rischio" che contribuiscono alla loro comparsa. Così come si conoscono oggi dei "fattori protettivi". Conoscere gli uni e gli altri è sicuramente di aiuto per un'efficace strategia di prevenzione.

Per completezza d'informazione, tuttavia, va detto che esistono anche malattie della mammella di cui si conosce la potenziale evoluzione verso la malignità. Sono per questo chiamate precancerose e vanno curate con decisione proprio per questo loro carattere solo apparentemente benigno. Si tratta dell'iperplasia duttale e/o globulare atipica e della papillomatosi diffusa dei dotti.