| Fattori di Rischio |
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I medici sono raramente in grado di spiegare perché una persona si ammala di cancro e un’altra ne viene risparmiata. E’ tuttavia chiaro che il tumore della mammella non colpisce chi ha subito traumi o contusioni al seno e che si tratta di una malattia non contagiosa: nessuno può prendere il cancro da un’altra persona. I ricercatori stanno tentando di approfondire le conoscenze sui fattori che incrementano il rischio di sviluppare la malattia. Sono in corso studi per determinare se l’insorgenza del cancro è influenzata da fattori ambientali. Pesticidi, campi magnetici, gas di scarico ed agenti inquinanti contenuti nell’acqua e nel cibo sono alcuni dei fattori ambientali in esame. E’ stato invece documentato che alcune abitudini di vita possono influire sulla possibilità di ammalarsi di cancro alla mammella: secondo alcuni studi il rischio è leggermente più elevato per le donne che fanno uso di alcolici. Per quanto riguarda la dieta, diverse ricerche hanno rivelato che questo tipo di neoplasia è maggiormente diffusa presso le popolazioni che seguono una dieta ricca di grassi. Tuttavia, non si è ancora accertato se una dieta povera di calorie aiuti a prevenire la malattia. La ricerca ha identificato alcune modificazioni genetiche che espongono le donne a un elevato rischio di sviluppare nel corso della vita un tumore alla mammella. Si consiglia pertanto alle donne con storia familiare di carcinoma mammario di sottoporsi a specifici esami del sangue per verificare se abbiano o meno ereditato una modificazione dei geni BRCA1 o BRCA2, potenzialmente pericolosi. Prima e dopo gli esami sarebbe opportuno parlare con una persona esperta che possa aiutare a comprendere i potenziali benefici e rischi dei risultati di un test genetico. Un potenziale beneficio derivante dal test consiste nell’opportunità di prendere decisioni consapevoli sul proprio comportamento, sia dal punto di vista medico che personale. Conoscere l’esistenza di modificazioni nei propri geni potrebbe però influenzare anche la vita lavorativa di una donna. Sesso: il tumore della mammella è molto frequente nel sesso femminile, e raro in quello maschile. Distribuzione geografica: sebbene non sia omogenea o uniforme, colpisce un maggior numero di soggetti nei paesi industrializzati, ad elevato benessere economico, e principalmente nei grandi centri urbani, piuttosto che nelle aree rurali. Probabilmente dipende anche dai diversi stili di vita, abitudini alimentari e maggiore accumulo di stress. EtÃ
Predisposizione familiare
Il rischio è molto elevato, tale da rendere appropriato il test genetico, per le donne con quattro o più parenti colpiti da tumore al seno o tumore ovarico nell'arco di tre generazioni di cui un parente è ancora in vita. Dalle cifre emerge con evidenza l'effetto protettivo combinato delle gravidanze multiple e dell'allattamento al seno. L'entità della diminuzione del rischio non varia tra i Paesi sviluppati e quelli del Terzo mondo e non è influenzata da fattori quali l'età , la condizione menopausale, il numero di figli e l'età al momento del primo parto. È stato significativamente calcolato che nei Paesi sviluppati l'incidenza complessiva di cancro della mammella si ridurrebbe di oltre la metà (da 6,3 a 2,7 per ogni 100 donne all'età di 70 anni) se le donne di questi Paesi avessero lo stesso numero medio di figli e gli stessi periodi di allattamento comuni fino a pochi anni fa nelle nazioni del Terzo mondo. Il rischio aumenta … Il rischio diminuisce … Ormoni sessuali anche il loro ruolo è ancora oggi oggetto di studio. E' noto che in alcuni casi le cellule del carcinoma mammario posseggono speciali recettori per gli estrogeni, tanto che l'asportazione delle ovaie (produttrici appunto di estrogeni) determina per queste pazienti la remissione della malattia. Le cure con estrogeni per prolungare la vita mestruale e ritardare la menopausa possono costituire, per alcune donne, soprattutto per quelle a rischio, un pericolo per la ghiandola mammaria. Anamnesi oncologica personale un rischio maggiore si riscontra nei soggetti che già hanno avuto un tumore al seno, all'endometrio (utero) e al colon. Molte donne soffrono oggi di una maggiore paura del tumore al seno per aver avuto in passato delle patologie benigne della mammella: non vi è alcuna prova scientificamente validata che l'aver avuto, ad esempio, in passato un fibroadenoma predisponga al tumore del seno.  |












Gravidanza
Ruolo dell’alimentazione e dell’obesità 