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Fattori di protezione

Proteggersi dal tumore si può, anche con i gesti quotidiani più semplici, come mangiare e camminare. Sono infatti ormai noti diversi fattori ambientali e comportamentali che possono danneggiare il DNA, il nostro codice genetico, e indurre alterazioni ormonali, creando così i presupposti che possono talvolta favorire lo sviluppo della malattia.

Alcune stime recenti hanno ipotizzato che eliminando fumo e alcol, riducendo obesità e vita sedentaria, aumentando il consumo di frutta e verdura si potrebbe dimezzare l’incidenza delle forme più comuni di cancro. 

Le donne, in particolare nel ricco mondo occidentale, hanno progressivamente mutato il loro stile di vita rispetto a quello delle loro nonne e bisnonne, spesso adottando quei comportamenti a rischio che, fino a pochi decenni fa, erano tipicamente declinati al maschile, come il bere alcolici o fumare. 



Nel caso del tumore al seno, vi sono fattori di protezione che possono contribuire in modo significativo, anche se non determinante, a proteggere dal rischio-tumore, e che dipendono in maniera diretta dalle nostre abitudini. Tra questi:

  • adottare una alimentazione corretta, privilegiando i cibi a basso contenuto di grassi saturi
  • evitare il sovrappeso
  • praticare tutti i giorni almeno mezz'ora di attività fisica
  • praticare l'allattamento al seno

  • evitare i trattamenti ormonali in menopausa, soprattutto le associazioni con progestinici di sintesi e per lunghi periodi
  • limitare gli eventi stressanti nella vita quotidiana

  La dieta gioca una parte importante

Lo sviluppo dei tumori del seno è favorito dalla presenza nell’organismo di livelli troppo alti di ormoni sessuali (soprattutto estrogeni), di insulina e di altri fattori di crescita che dipendono anche da ciò che si mette in tavola. In particolare la dieta occidentale, ricca di cibi ad alto indice glicemico ed insulinemico (farine raffinate, pane bianco, zucchero, bibite, carne rossa, latticini) innesca complesse reazioni metaboliche che si traducono in un aumento della quantità di ormoni sessuali circolanti e, dunque, in un rischio maggiore di certe forme di tumore.

Al contrario, alcuni cibi sono dei preziosi alleati della prevenzione, perché ricchi di fitoestrogeni, sostanze che inibiscono l’attività degli estrogeni: 



i cereali integrali: riso, orzo, farro, grano saraceno, miglio e avena
- i legumi: fagioli, lenticchie, piselli, fave, ceci
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le verdure di ogni tipo, meglio se crude o poco cotte, in special modo le crucifere (broccoli, cavoli, cavolfiori, verza, cime di rapa, rape, rucola)

  L'attività fisica è altrettanto importante

In questi ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato il ruolo protettivo dell'attività fisica sia in menopausa che prima.Ovviamente si tratta di studi con differenti metodi di valutazione, ma i risultati autorizzano a supporre che una regolare attività fisica,anche di breve durata ( mezz'ora al giorno ) possa conferire una protezione del rischio di tumore di circa 30-40 %.
L'ipotesi più accettata è che l'attività fisica possa diminuire i livelli ormonali diminuendo la funzione ovarica. E' di osservazione comune che giovani donne impegnate in attività sportive agonistiche presentino quadri di amenorrea o cicli anovulatori e pertanto più bassi livelli di ormoni sessuali. 

 

 

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