I Video




Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter!!







Autopalpazione
Con un attento esame del proprio seno, ogni donna può conoscerne la normale struttura ed imparare a scoprire eventuali modificazioni. E’ importante eseguire l’autopalpazione in modo corretto, una volta al mese e sempre nello stesso periodo. Le donne in età fertile possono eseguirla alcuni giorni dopo il termine del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente. Le donne in menopausa possono eseguirla il primo giorno di ogni mese. Le donne in gravidanza devono continuare ad eseguire l’autopalpazione durante tutto il periodo della gestazione, cosi’ come è importante che in questo periodo vengano, laddove necessario, controllate dal medico specialista, preferibilmente sempre lo stesso, in maniera che sia più agevole il riscontro di eventuali nuove alterazioni. Il fine è quello di evitare, durante la gravidanza, un eventuale ritardo diagnostico. 


Le alterazioni da ricercare durante l'autopalpazione:

  • la comparsa di un nodo o di un addensamento nella mammella o nel cavo ascellare
  • una variazione di dimensione, di forma o un’asimmetria delle mammelle
  • una tumefazione della mammella
  • qualsiasi alterazione cutanea, quale una retrazione od  una irritazione
  • arrossamento o desquamazione del capezzolo o della cute mammaria
  • secrezione ematica o siero-ematica dal capezzolo
  • dolore od aumentata sensibilità del capezzolo
  • retrazione del capezzolo: introflessione o rotazione in una posizione differente

Per una corretta valutazione diagnostica, se si evidenziano una o più di queste alterazioni, è opportuno consultare quanto prima il senologo.

Come eseguire l’autopalpazione

E’ importante guardare e sentire entrambe le mammelle ed esplorare anche il cavo ascellare. E’ necessario impiegare i polpastrelli delle dita della mano e non la punta. Il tempo richiesto varia a seconda delle dimensioni delle mammelle, in linea di massima sono sufficienti 15-20 minuti al mese. Si devono seguire tre differenti schemi per esaminare la ghiandola mammaria:

esaminare la mammella creando degli anelli concentrici che si chiudono in una spirale, partendo dai quadranti esterni, per terminare nell’area del capezzolo 

esaminare la mammella con dei movimenti verticali, coprendo l’intera area

esaminare la mammella “per quadranti”, con movimenti dall’interno all’esterno e viceversa

Durante la palpazione bisogna esercitare tre differenti livelli di pressione (lieve, moderata e forte) e dei piccoli massaggi circolari, evitando di sollevare le dita.

E’ preferibile eseguire l’autopalpazione in un ambiente caldo o durante la doccia, in maniera tale che il tessuto mammario sia rilassato. Il freddo può determinare una contrazione della mammella e del capezzolo, tale da rendere difficoltoso l’esame.

      

Guardare (ispezione)
Deve essere fatta davanti ad uno specchio in un luogo ben illuminato, in quattro passaggi successivi: 

  1. con le braccia appoggiate sui fianchi 
  2. con le braccia in alto o con le mani dietro alla testa 


  3. con le mani che premono sulle anche per contrarre i muscoli pettorali 


  4. piegandosi in avanti con le mani appoggiate sui fianchi 



Queste manovre consentono di evidenziare alterazioni di forma e di dimensioni delle mammelle, retrazioni cutanee, alterazioni di forma e di posizione del capezzolo, arrossamenti o altre irregolarità della cute.

  Sentire (palpazione)
Può essere effettuata sia nella posizione eretta che nella posizione supina. 



Posizione eretta: La mammella può essere esaminata anche sotto la doccia; la pelle lubrificata dal sapone rende più agevole la palpazione. 

Portare il braccio destro dietro la testa. Usando la mano sinistra, esaminare la mammella destra ed il cavo ascellare omolaterale, cercando di rilevare la presenza di eventuali nuovi nodi, seguendo i tre schemi di palpazione che sono stati descritti in precedenza. 

Nello stesso modo, esaminare la mammella sinistra. 



Posizione supina: Sdraiarsi con un cuscino o un asciugamano sotto la spalla destra e portare la mano destra dietro la testa. Controllare con la mano sinistra tutta la mammella ed il cavo ascellare destro. 

Ripetere per la mammella controlaterale.

Aree da esaminare con particolare cura
Naturalmente è importante valutare l'intera mammella con la massima cura, ricordandosi però che circa la metà dei tumori insorge nei quadranti supero-esterni, in prossimità del cavo ascellare.

Valutazione del capezzolo
Circa un terzo dei tumori insorge nell'area dietro il capezzolo. E' necessario comprimere il capezzolo e valutare l'eventuale secrezione di liquido, che se è giallo o verdognolo è normale. Al contrario, se è scuro o francamente ematico è da segnalare al proprio curante.