| ROLL (Radioguided Occult Lesion Localization) |
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 ![]() Questa metodica definita R.O.L.L., acronimo inglese di "Radioguided Occult Lesion Localization", prevede l'introduzione di una soluzione contenente macroaggregati di albumina umana coniugata con il tecnezio radioattivo (99mTc) all'interno di un gruppo di microcalcificazioni o di un piccolo nodulo clinicamente non palpabile. Sulla guida della sonda per chirurgia radioguidata queste lesioni, frequentemente di natura tumorale, possono essere asportate chirurgicamente in modo mirato conservando l'integrità della mammella.    Fino a qualche anno fa la diagnosi di un carcinoma non invasivo della mammella non superava il 5% dei casi. Nell'ultimo decennio la diffusione su larga scala delle indagini strumentali, in particolare della mammografia e dell' ecografia, ha comportato un incremento nell'identificazione di tumori clinicamente occulti (non percettibili al tatto al momento della visita medica), che con percentuale prossima al 25-30% sono istologicamente non invasivi. Piccoli aggregati di microcalcificazioni o minime opacità possono infatti essere il segnale mammografico ed ecografico di un'iniziale proliferazione tumorale. L'obiettivo di ottenere una precisa localizzazione preoperatoria della lesione e contemporaneamente un'exeresi chirurgica limitata, ma allo stesso tempo radicale, allo scopo di avere la lesione al centro della porzione di tessuto ghiandolare asportato è stato lo stimolo a ideare la nuova tecnica.    Il giorno antecedente l'intervento chirurgico una piccola quantità di un macroaggregato di albumina colloidale marcata con un radioisotopo (Tc-99m) viene iniettata dal radiologo al centro di una opacità (sulla guida dell'ecografia) o di un piccolo gruppo di microcalcificazioni (sotto guida stereotassica mammografica).    La verifica della corretta centratura può essere ottenuta introducendo all'interno della lesione, immediatamente dopo la sostanza radioattiva, una minima quantità di soluzione radiopaca.    Per un'ulteriore verifica, la paziente viene inviata in medicina nucleare, dove vengono acquisite immagini scintigrafiche della mammella. La sovrapposizione dell'immagine ottenuta mediante gamma camera, opportunamente ingrandita, a quella mammografica permette di confermare che la sede dell'inoculo corrisponde esattamente alla sede della lesione. Il tracciante radioattivo, stabilmente localizzato nella zona della lesione, emette segnali che vengono captati da una sonda per chirurgia radioguidata. Questa è costituita da un piccolo cilindro metallico al cui interno è alloggiato un cristallo di ioduro di sodio. La sonda è collegata ad un apparecchio che, opportunamente calibrato, analizza il segnale captato e lo traduce in impulsi che vengono evidenziati da un display digitale e contemporaneamente da un segnale acustico, la cui intensità è proporzionale all'intensità del segnale captato. Nelle mani del chirurgo, la sonda capta i segnali radioattivi emessi dalla lesione e guida in maniera precisa l'individuazione del punto di massima captazione, che corrisponde al centro della lesione. Spostando progressivamente di pochi millimetri la sonda dal centro della lesione verso la periferia dell'area definita, il segnale andrà gradualmente riducendosi fino a scomparire completamente. In questo modo il chirurgo potrà anche definire il limite della resezione chirurgica ed ottenere così un pezzo chirurgico a forma sferoidale con la lesione posizionata al centro. Infine, introdotta nuovamente la sonda nell'area della resezione chirurgica, il chirurgo potrà verificare la totale assenza di captazione residua, a dimostrazione che la lesione è stata completamente rimossa.  La successiva radiografia del pezzo chirurgico consentirà sia di verificare che la lesione è stata escissa sia di valutarne la centricità e l'ampiezza dei margini. Un'accurata valutazione dei parametri di radioprotezione ha dimostrato che la procedura è sicura sia per i bassi livelli di radioattività della sostanza introdotta nella mammella, che viene completamente rimossa all'atto dell'intervento chirurgico, sia per la dose assorbita dalla paziente e dal chirurgo.
Questa metodica consente di ottenere in un unico tempo sia l'accertamento patologico della lesione sia il trattamento chirurgico, permettendo in questo modo la rimozione di neoplasie non palpabili in modo rapido, accurato e definitivo. |












