I Video




Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter!!







Mastectomia
Per mastectomia (dal greco: mastòs, mammella ed ek tome, portare via da) si intende la asportazione chirurgica della mammella, momento essenziale della terapia di gran parte dei tumori maligni  in fase avanzata che colpiscono quest'organo. La exeresi può essere limitata alle sole strutture mammarie quali la ghiandola, la cute che la riveste, l'areola ed il capezzolo o allargata anche ai sottostanti Muscolo grande pettorale e Muscolo piccolo pettorale. Tempo conclusivo della mastectomia è l'asportazione delle stazioni linfatiche che drenano la linfa in direzione del cavo ascellare.

Questo intervento conta numerose varianti, più o meno demolitive, che vengono eseguite a seconda della gravità della malattia di base. Utile a definirla è la stadiazione, basata sulla classificazione TNM.

Tecniche di mastectomia
  • Mastectomia sottocutanea (per alcuni tumori in fase iniziale e non infiltranti). Questo intervento comporta l’asportazione dell’intera ghiandola mammaria preservando la cute della mammella ed il complesso areola-capezzolo. È l’intervento ideale quando si voglia ricostruire in contemporanea la mammella mediante inserimento di protesi.
  • Mastectomia con risparmio cutaneo (Skin sparing mastectomy). Questo intervento prevede l’asportazione della ghiandola mammaria con il complesso areola-capezzolo conservando in parte o completamente la cute sovrastante.
  • Mastectomia radicale (malattia in stadio molto avanzato). E’ l’intervento storicamente più antico, conosciuto anche come mastectomia secondo Halsted, nato per la necessità di asportare tumori voluminosi e destruenti e di conseguenza concepito in modo necessariamente aggressivo anche se fortemente mutilante. Consiste nella asportazione in blocco della intera mammella compresi i due muscoli pettorali su cui poggia e dell’intero pacchetto di linfonodi che vanno dalla mammella al cavo ascellare. L’ampia demolizione non consente una ricostruzione mammaria mediante protesi e richiede interventi più complessi ed articolati in cui si utilizzano cospicui lembi miocutanei che vengono trasferiti con la vascolarizzazione propria dalla loro posizione originaria nella sede della mammella asportata.
  • Mastectomia totale modificata (malattia in stadio avanzato). Comporta l'asportazione in blocco della ghiandola mammaria, della cute sovrastante e del complesso areola capezzolo. Nell’intervento di Patey si associa la asportazione del muscolo piccolo pettorale e l'asportazione dei linfonodi ascellari. Nell’intervento di Madden si conservano entrambi i muscoli pettorali e si procede ad asportazione soltanto dei linfonodi ascellari di I livello. Questi due interventi consentono una ricostruzione mammaria ottimale in due tempi. Prima viene preparata una tasca sotto muscolare in cui viene inserito un espansore cutaneo che sarà gonfiato progressivamente e successivamente, quando si è raggiunto un volume adeguato, si sostituirà l'espansore con una idonea protesi di silicone.
  • Asportazione dei linfonodi. Può trattarsi di una dissezione ascellare completa quando si effettua l’asportazione del pacchetto di linfonodi corrispondenti ai 3 livelli di Berg. In altri casi, come nell'intervento di Madden, si ci limita alla escissione dei linfonodi di I°livello. Quando i linfonodi sono invasi da metastasi la loro asportazione assume significato terapeutico. In altre circostanze consente una stadiazione ottimale e quindi di stabilire la opportunità della terapia adiuvante. Contribuisce infine alla valutazione prognostica.
La mastectomia rappresenta l'intervento temuto da tutte le donne, cui oggi si ricorre solo nei casi di diagnosi tardiva o di tumori particolarmente invasivi.
 
Dopo una mastectomia di solito viene applicato un tubicino con una sacca di plastica per il drenaggio della ferita, che viene poi rimosso entro pochi giorni. La dissezione ascellare si attua allo scopo di accertare l'eventuale diffusione di cellule neoplastiche nei linfonodi dell'ascella, per stabilire l'opportunità di ulteriori trattamenti.
 
Il tempo di degenza per un trattamento chirurgico varia da alcuni giorni ad una settimana o più, secondo l'estensione dell'intervento praticato e la paziente può alzarsi e camminare quasi subito. E' nella norma accusare un certo fastidio o dolore post-operatorio. Di solito è molto lieve, anche se variabile e soggettivo, e può essere efficacemente alleviato con un leggero analgesico prescritto dal medico.
Dopo la dimissione, se il dolore persiste oltre qualche settimana o per altri motivi, è opportuno rivolgersi al proprio senologo o al medico di base, per ottenere un analgesico più efficace.
 
Dopo un intervento di mastectomia, il braccio vicino alla mammella rimossa rimane rigido e bisognerà riabilitarlo con movimenti appropriati, molto semplici, che vengono insegnati dal personale ospedaliero e che bisognerà continuare ad eseguire da sole anche a casa. In alcuni casi può essere utile la fisioterapia.
 
Prima della dimissione, la paziente mastectomizzata riceve una leggera protesi provvisoria, da indossare all'interno del reggiseno. Si può ottenere la protesi definitiva facendone richiesta al medico di base e presentandola poi all'ASL di appartenenza. All'atto della dimissione, viene anche decisa la data del primo controllo, per togliere i punti e verificare il decorso post-operatorio.
 
Durante la convalescenza è abbastanza comune e giustificato un senso di prostrazione psicofisica; è bene riposare molto e seguire una dieta bilanciata. La guida dell'auto deve essere sospesa per quattro settimane ed è sconsigliato portare o sollevare pesi col braccio interessato.
MASTECTOMIA RADICALE DI HALSTED
Masstectomia radicale di halsed implica l'asportazione della mammella, dei muscoli pettorali e del tessuto adiposo sottostanti, dei linfonodi del cavo ascellare. L'operazione è stata largamente praticata fino alla fine degli anni Settanta.
MASTECTOMIA RADICALE MODIFICATA
La mastectomia radicale modificata richiede l'esportazione della mammela, di alcuni linofonodi e in alcuni casi la'asportazione di uno dei muscoli pettorali. Nonstante implichi la perdita di una mammella, la guarigione è più semplice che non nella mastectomia radicale di halsted.
MASTECTOMIA SEMPLICE
La mastectomia semplice, detta nache mastectomia totale o completa, rigu