| Quadrectomia |
Questa procedura chirurgica, che fu proposta per la prima volta dalla scuola di Umberto Veronesi nel 1973, è oggi la più usata in Italia per il trattamento conservativo dei tumori della mammella. Consiste nell’asportazione di un ampio tratto di tessuto mammario (solitamente un quadrante, da cui il nome) con un margine di tessuto circostante. Per tale motivo, la mammella operata appare di solito più piccola e anche meno ‘piena’ nell’area in cui è stato asportato il tumore. Tali effetti sono meno evidenti nelle donne con seno prosperoso. Il tessuto rimosso in sede d’intervento è inviato in laboratorio per l’esame istologico al microscopio. In particolare, l’anatomo-patologo esaminerà il margine di tessuto intorno al tumore per verificare se è indenne, ossia libero da cellule neoplastiche. La quadrantectomia è di solito seguita dall’irradiazione del tessuto mammario residuo.
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L''asportazione minima di tessuto mammario consente una lieve cicatrice o, al massimo, un piccolo incavo nel seno, che la maggior parte delle pazienti non hanno difficoltà ad accettare dal punto di vista estetico.